15 novembre 2019
Aggiornato 19:00
L'annuncio del ministro degli Esteri durante una visita in Cina

Siria, Damasco pronta a partecipare ai colloqui di pace a Ginevra

La Siria è pronta a partecipare ai negoziati di pace a Ginevra, finalizzati a mettere fine alla brutale guerra civile in corso nel Paese

PECHINO - La Siria è pronta a partecipare ai negoziati di pace a Ginevra, finalizzati a mettere fine alla brutale guerra civile in corso nel Paese. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Damasco, durante una visita ufficiale a Pechino. «La Siria è pronta a participare al dialogo siriano-siriano a Ginevra, senza alcuna interferenza straniera», ha detto Walid al Muallem durante un punto stampa al termine dell'incontro con l'omologo cinese Wang Yi.

Sostegno unanime al piano
La scorsa settimana, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha dato sostegno unanime al piano per mettere fine al conflitto siriano convocando intorno a un tavolo negoziale ribelli e regime. Con il cruciale appoggio di Stati Uniti e Russia, il piano punta a istituire un cessate-il-fuoco in Siria, possibilmente a gennaio, quando potrebbero inoltre iniziare i negoziati.

Speranza
«La nostra delegazione è pronta, non appena avremo ricevuto la lista della delegazione dell'opposizione. Noi speriamo che questo dialogo riesca ad aiutarci nella costituzione di un governo di unità nazionale», ha aggiunto al Muallem. Il 19 dicembre, per la prima volta in quasi cinque anni di conflitto, il Consiglio di Sicurezza ha adottato all'unanimità - Russia compresa - una risoluzione che stabilisce una roadmap per una soluzione politica alla guerra civile in Siria.

Governo di transizione
Oltre che ai negoziati tra opposizione e regime a Damasco, oltre che a un cessate-il-fuoco, il testo prevede un governo di transizione entro sei mesi ed elezioni entro diciotto. A seguito della risoluzione Onu, il direttore generale dell'Onu a Ginevra, Michael Moller, aveva indicato questa settimana che i prossimi negoziati sulla Siria si sarebbero svolti in Svizzera «verso la fine di gennaio».

Comitato costituzionale
«Dal momento che si tratta di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, è un dovere per tutti i Paesi metterla in opera e noi siamo pronti ad applicarla, visto che rispetta il diritto del popolo siriano a decidere il proprio futuro», ha commentato a Pechino Walid al Moallem. «Questo governo (di unità nazionale) formerà un comitato costituzionale per riflettere su una nuova costituzione con una nuova legge elettorale, in modo che elezioni politiche possano svolgersi entro diciotto mesi», ha assicurato il ministro siriano. Il conflitto ha provocato oltre 250mila morti e milioni di sfollati. Circa 4,4 milioni di siriani sono fuggiti dal Paese, secondo l'Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati).

(Con fonte Askanews)