17 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Intanto, attacchi suicidi uccidono militanti pro-Assad

Siria, le accuse del re saudita contro Assad: «Ha favorito l'ascesa dell'Isis»

Il sovrano saudita re Salman bin Abdulaziz ha accusato il presidente siriano Bashar al-Assad di aver aiutato l'ascesa dei jihadisti dello Stato islamico (Isis) e ha chiesto un accordo politico con le forze moderate dell'opposizione siriana per porre fine alla guerra nel Paese arabo

RIAD - Il sovrano saudita re Salman bin Abdulaziz ha accusato il presidente siriano Bashar al-Assad di aver aiutato l'ascesa dei jihadisti dello Stato islamico (Isis) e ha chiesto un accordo politico con le forze moderate dell'opposizione siriana per porre fine alla guerra nel Paese arabo.

Governo di transizione
Una soluzione del conflitto in Siria, potrebbe essere quella di formare «un governo di transizione composto da forze dell'opposizione moderate, garantendo l'unità della Siria e la partenza delle forze straniere e le organizzazioni terroristiche», ha detto il re nel discorso annuale tenuto al Consiglio della Shura, una sorte di parlamento nominato con poteri solamente consultivi.

Terreno fertile
Riferendosi ai gruppi jihadisti come l'Isis, il monarca saudita ha spiegato che «queste organizzazioni non avrebbero potuto trovare terreno fertile in Siria, se non fosse stato per le politiche del regime siriano, che hanno sterminato centinaia di migliaia di profughi (...) e milioni» di persone.

Un conflitto sanguinoso
Più di 250.000 persone sono state uccise in Siria da quando è scoppiato il conflitto nel marzo 2011. Il regno, un sostenitore chiave di gruppi di opposizione siriani, ha più volte insistito sulla partenza di Assad. All'inizio di questo mese, Riad, ha ospitato un incontro tra rappresentanti di vari gruppi dell'opposizione armata e politica al regime di Damasco; i partecipanti alla fine hanno accettato di negoziare con il regime ponendo la partenza di Assad come condizione per qualsiasi eventuale processo di transizione politica. (Fonte Afp)

Attacchi suicidi
Undici combattenti pro-Damasco sono stati uccisi e altri 20 feriti in tre attacchi suicidi compiuti dall'Isis con altrettante autobomba a Deir Ezzor, nell'Est della Siria. Lo afferma l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh). «Undici soldati e miliziani pro-regime sono morti e altri 20 sono rimasti feriti nel quartiere industriale situato nell'Est della città per l'esplosione di tre veicoli guidati da kamikaze dell'Isis», ha dichiarato Rami Abdel Rahman, direttore dell'Osdh. Dal 2013 i militanti dell'Isis controllano la quasi totalità della provincia petrolifera di Deir Ezzor, ma la metà della omonima capitale provinciale è nella mani delle forze governative. La città è situata 450 chilometri a Nord-Est di Damasco. Secondo l'Osdh, i jihadisti sono riusciti ad avanzare ma gli aerei russi e siriani hanno violentemente colpito le loro posizioni. L'agenzia ufficiale Sana ha confermato gli attacchi ma ha assicurato che i combattenti dell'Isis sono stati respinti.

Un bilancio drammatico
Nel frattempo il bilancio dei raid di domenica, probabilmente russi, sulla provincia settentrionale di Idlib (nord-ovest), si è aggravato passando da 36 a 58 morti, in maggioranza combattenti, oltre a sei giudici del tribunale islamico di Ahrar al Sham, una delle organizzazioni islamiste alleate del Fronte al Nusra, branca siriana di al Qaida. Più di 250.000 persone sono morte e a milioni sono fuggite dalle loro case in Siria in oltre quattro anni di conflitto.

Accuse a Damasco
Attivisti siriani hanno accusato le forze del regime di ricorrere a «gas tossici» durante i combattimenti a Moadamiyet al-Sham, città chiave a sudovest di Damasco, dove secondo loro cinque persone hanno perso la vita. Un'organizzazione locale della città, dove centinaia di persone morirono nell'agosto 2013 in attacchi chimici, hanno accusato le truppe del presidente Bashar al Assad di aver sparato ieri un agente chimico tossico. «Il regime di Assad ha di nuovo utilizzato armi chimiche contro i civili a Moadamiyet, con gli aerei del regime che hanno sganciato barili bomba contenenti un gas tossico finora non identificato nel versante sud della città», ha denunciato il gruppo su Facebook, «Cinque persone sono finora morte, mentre altre accusano seri problemi respiratori». Non è stato possibile ottenere conferme indipendenti a questa accusa. Foto e filmati postati dal gruppo mostrano scene di caos, con uomini portati in ospedali da campo e donne che si lamentano. Una fonte di sicurezza siriana ha smentito che le forze siriane abbiano utilizzato armi chimiche contro la città e ha definito le accuse «destituite di fondamento».

(Con fonte Askanews)