30 agosto 2025
Aggiornato 20:00
Cameron impegnato a processo di riforma Ue

Brexit, il 50% dei britannici direbbe «bye-bye» all'Unione

Mentre la metà dei britannici si conferma favorevole all'uscita del Regno unito dall'Ue, il primo ministro di Londra David Cameron cercherà di dare nuovo impulso alla riforma richiesta dal suo Paese durante il vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì a Bruxelles

LONDRA - Mentre la metà dei cittadini britannici si conferma favorevole all'uscita del Regno unito dall'Unione europea, il primo ministro di Londra David Cameron cercherà di dare nuovo impulso alla riforma dell'Ue richiesta dal suo Paese durante il vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì a Bruxelles. Il premier dovrà comunque scontrarsi ancora una volta con le decise resistenze di molti leader europei.

4 direttive negoziali
Se Cameron ha tracciato quattro diverse direttive negoziali, il pomo della discordia sembra essere quello che consentirebbe di tagliare benefici ai migranti per i loro primi quattro anni di permanenza nel Regno unito, un provvedimento che gli altri leader europei giudicano discriminatorio e inaccettabile.

C'è ancora da lavorare
Il premier Cameron ha comunque ammesso di non credere alla possibilità che le sue richieste possano trovare risposta già questa settimana, come sperato inizialmente - il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto di contare su un accordo nel mese di febbraio - al fine di organizzare un referendum entro il 2017 sull'appartenenza del Regno Unito al club dei 28.

Favorevoli alla Brexit
Intanto, secondo un sondaggio Icm pubblicato oggi circa il 50% dei cittadini britannici sarebbe favorevole alla cosiddetta «Brexit», ovvero la possibili per il Regno unito di uscire dall'Ue. Il 41% degli elettori britannici è decisamente favorevole a questa ipotesi, il 42% si è detto contrario.

La difficile strada del compromesso
A questo proposito, la Gran Bretagna appare disposta ad ascoltare proposte alternative alla sua richiesta di porre limiti sui servizi previdenziali per gli immigrati provenienti dall'Unione. Lo ha detto il ministro degli Esteri Philip Hammond, apparentemente aprendo la porta a un compromesso sul principale ostacolo a un accordo per evitare la Brexit. Molti leader dei 27 partner europei di Londra sono contrari alla richiesta e la stampa britannica ha scritto che il premier David Cameron era pronto a rinunciare all'idea di far attendere quattro anni gli immigrati dalla Ue che lavorano in Gran Bretagna prima di aver diritto ai pagamenti previdenziali. Hammond ha negato che Cameron abbia rinunciato al suo piano, ma ha aggiunto «abbiamo sentito che molti nostri partner in Europa hanno preoccupazioni in merito». «Finora non abbimao scoltato controproposte, non abbiamo ascoltato suggerimenti alternativi che avranno lo stesso effetto in modo diverso» ha detto Hammond. «Ma abbiamo chiarito molto bene che se c'è chi ha altre idee che presenterà su questa agenda così importante per il popolo britannico, siamo assolutamente pronti ad ascoltarle e siamo pronti a dialogare».

(Con fonte Askanews)