26 settembre 2020
Aggiornato 10:00
La «missione impossibile» del leader russo

Putin a Parigi, tra crisi siriana e il «duello» con Erdogan

A margine del vertice sul clima, il Presidente russo potrebbe avere una serie di bilaterali non in agenda, tra i quali il più atteso, e in bilico, è quello con il collega turco Recep Tayyip Erdogan per discutere dell'abbattimento del jet Su-24 da parte dell'aviazione di Ankara.

MOSCA - La conferenza Onu è come il tatami. Tra terrorismo, guerra siriana e crisi piena con la Turchia, il judoka Vladimir Putin è oggi a Parigi per il vertice sul clima delle Nazioni Unite, al quale partecipano i principali leader mondiali. L'evento avrà luogo in un clima di allerta e tensione dopo gli attacchi terroristici che hanno avuto luogo nella capitale francese il 13 novembre e sull'onda dell'iniziativa di Francoise Hollande di intensificare i raid contro l'Isis e cercare la formazione di un'ampia coalizione anti jihadisti.
A margine del vertice, Putin potrebbe avere una serie di bilaterali non in agenda, tra i quali il più atteso, e in bilico, è quello con il collega turco Recep Tayyip Erdogan per discutere dell'abbattimento del jet Su-24 da parte dell'aviazione di Ankara. In base agli ultimi aggiornamenti del Cremlino, Putin incontrerà il cancelliere tedesco Angela Merkel in un «a margine». E alla conversazione - che con tutta probabilità potrebbe vertere sul problema ucraino - potrebbe anche partecipare il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Quanto a un nuovo faccia-a-faccia con Barack Obama, sembra più un sì, ma niente di formale. L'occasione appare il pranzo offerto dal presidente francese Francois Hollande. I leader di Russia e Stati Uniti avranno l'opportunità di parlare brevemente «in piedi», secondo il linguaggio delle diplomazie.

Missione impossibile
Ma se l'attualità fa sembrare naturale quello che fino a un mese fa era estremamente complicato (un colloquio Obama-Putin), sempre quanto accaduto negli ultimi giorni mette in bilico persino un abboccamento tra coloro che sono stati per anni partner economici (Putin ed Erdogan). Sinora il Cremlino ha dimostrato grande freddezza rispetto alla richiesta turca di un incontro e anzi, sabato il leader russo ha firmato una lista di dure sanzioni economiche contro la Turchia. Tuttavia il bilaterale viene dato come possibile in alcuni ambienti di Mosca. Lo stesso Erdogan, parlando il 27 novembre in una riunione nella città turca di Bayburt, ha dichiarato: «Dopo l'incidente (l'abbattimento del SU-24) il giorno stesso ho inviato una richiesta di un incontro. Volevo parlare al telefono con lui (Putin). Dal momento che non c'è stata una risposta, presto a Parigi ci sarà un vertice sul clima. Penso che verrà anche lui. Potremo parlare lì, e discutere la situazione».

Alleanza anti-isis
La reazione di Putin all'abbattimento del jet è stata durissima, anche perchè ha comportato la prima perdita di vite umane per la Russia dall'inizio della campagna siriana (partita a fine settembre). La sua reazione è stata oltre che politica, di natura personale, definendo in sostanza Erdogan un traditore. Ma è ovvio che la crisi russo-turca non è nell'interesse dei molti player in gioco per la formazione di un'alleanza anti-Isis. Nessuno vuole la Turchia fuori dai giochi. In particolare i partner europei, anche tenendo conto del problema dei migranti e dei rifugiati dalla Siria, molti dei quali accolti sinora in Turchia. Ma ovviamente Mosca occupa ormai una posizione insostituibile per il conflitto siriano. Ai colloqui nella capitale russa di venerdì, Hollande ha detto che Putin può contare sul sostegno della Francia nelle indagini dell'attacco terroristico a bordo della A321 in Egitto. Egli ha sottolineato che Mosca e Parigi devono lavorare insieme nella lotta contro il terrorismo.

Altri bilaterali
Inizialmente Putin doveva avere tre bilaterali, tra i quali il più atteso era con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In programma c'è poi un incontro con il collega peruviano Ollanta Humala e con Park Geun-hye, la prima presidente donna nella storia della Corea del Sud.

Il protagonista sarebbe l'ambiente
Il presidente russo a Parigi parteciperà alla sessione plenaria del Vertice della XXI Conferenza ONU sul clima e XI riunione delle Parti del Protocollo di Kyoto. Una volta ripartito Putin dalla capitale francese, il capo della delegazione russa sarà il primo vice primo ministro Igor Shuvalov. «La Russia ritiene che la Conferenza di Parigi sia un importante evento internazionale, i cui risultati saranno determinanti per le prospettive di sviluppo sostenibile del mondo» si apprende dall'ufficio stampa del Cremlino. «La parte russa ha ripetutamente sostenuto l'adozione alla conferenza a Parigi, di un accordo giuridicamente vincolante globale. Per unire gli sforzi di tutti i paesi, in particolare i principali responsabili delle emissioni di gas serra come Cina, Stati Uniti, UE, Russia. Per fornire una solida base di standard climatico a lungo termine, equilibrato in tutti i suoi aspetti: ambientali, economici e politici». La Russia sta dando «un contributo significativo agli sforzi internazionali per combattere il cambiamento climatico», ha sostenuto gli impegni di Kyoto e «mantiene il livello di emissioni di gas serra rispetto alla base del 1990».