21 agosto 2019
Aggiornato 00:30
Un giro di valzer da Teheran a Mosca

La corsa contro il tempo di Putin: "Contro l'Isis una coalizione come per Hitler"

il motivo conduttore sarà la Siria, anche se si inizia con il tema tanto caro al Cremlino: il gas. Putin incontrerà l'ayatollah Ali Khamenei, il re di Giordania Abdullah II, poi sarà la volta di Hollande, Lukashenko e Netanyahu

MOSCA - Per Vladimir Putin questa settimana sarà più intensa che mai. Una corsa contro il tempo, tra viaggi e giri di valzer, che parte oggi da Teheran e culmina giovedì a Mosca in un maxi vertice con il presidente francese Francois Hollande. E l'obiettivo per il Cremlino è mettere in pratica quanto annunciato il 28 settembre dallo stesso Putin alle Nazioni Unite: creare una grande coalizione anti Isis, come quella che si formò contro Adolf Hitler ai tempi della Seconda guerra mondiale. Ma i giochi non sembrano ancora fatti: sono "abbastanza vicini" gli obiettivi strategici di Russia e Stati Uniti per combattere il terrorismo, fanno sapere dal Cremlino, "eppure ci sono differenze sulle tattiche" e la situazione richiede la cooperazione di tutti i Paesi su questo tema.

Siria motivo conduttore
Neanche a dirlo, il motivo conduttore sarà la Siria, anche se si inizia con un tema diverso. Un classico della diplomazia putiniana: il gas. "Il presidente della Federazione Russa terrà una breve visita di lavoro nella Repubblica islamica dell'Iran" si è appreso dall'ufficio stampa del Cremlino, che descrive il "Terzo Vertice dei Capi di Stato e di governo dei paesi membri del Forum dei Paesi Esportatori di Gas" come "un'iniziativa della Russia, che ha acquisito lo status di organizzazione internazionale a tutti gli effetti». La piattaforma del GECF ormai appare come un sala dei bottoni dove è possibile incontrare i leader di alcuni Paesi mediorientali di primo piano. Comprende 12 fornitori di gas naturale: oltre alla Russia, anche Algeria, Bolivia, Venezuela, Egitto, Iran, Qatar, Libia, Nigeria, Emirati Arabi Uniti (dal 2012), Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, nonchè 6 paesi osservatori: Oman, Paesi Bassi, Perù, Norvegia, Kazakhstan e Iraq. "In questo vertice saranno presenti i presidenti di Bolivia, Venezuela, Iran, Nigeria, Guinea Equatoriale e il primo ministro dell'Algeria".

A Teheran incontrerà l'ayatollah Khamenei
Putin incontra a Teheran anche l'ayatollah Ali Khamenei, oltre all'omologo Hassan Rouhani. Domani sarà un altro giorno pieno, con il re di Giordania Abdullah II. La Giordania è uno dei partecipanti ai negoziati di Vienna sulla Siria. In particolare, gli è stato chiesto di redigere un unico elenco di organizzazioni in Siria che la comunità internazionale avrebbe considerato come terroristiche. L'elenco si baserà sulle proposte dei singoli partecipanti nei negoziati, in particolare la Russia, gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. "La Siria è la prima e principale questione" ha detto l'assistente di Putin Yurij Ushakov. "A questo proposito, vorrei ricordare che in ottobre l'istituzione di un meccanismo per la comunicazione bidirezionale tra i rappresentanti militari di Russia e Giordania".

Da Hollande e poi da Netanyahu
Giornata intensa anche il 26. Interlocutore oltre al presidente francese Francois Hollande (che prima della sua visita a Mosca, deve incontrare il presidente americano Barack Obama) anche il collega bielorusso Alexander Lukashenko, con il quale si affronterà, probabilmente, la creazione di una base aerea sul suo territorio. Mentre il 30 novembre, a margine della conferenza sui cambiamenti climatici a Parigi, Putin vedrà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.