23 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Il triste epilogo del «premier ribelle»

Grecia, dopo Varoufakis è la volta di Tsipras: dimissioni stasera?

Secondo la tv greca, Alexis Tsipras sarebbe pronto a dimettersi questa sera dopo aver incassato la prima tranche del nuovo salvataggio europeo e risarcito la Bce. Triste epilogo per colui che sembrava capace di smuovere l'Europa

ATENE - Dopo aver incassato la prima tranche del nuovo salvataggio europeo e aver rimborsato la Bce, il premier greco Alexis Tsipras si prepara a dimettersi e a indire elezioni anticipate, per spegnere la rivolta interna al suo partito Syriza e rafforzare il sostegno politico per il suo governo a seguito delle difficili riforme concordate con l'Europa. Secondo la tv Ert, il premier si dimetterà stasera e verrà annunciata la data del voto anticipato, mentre il quotidiano Kathimerini ha scritto che i greci torneranno probabilmente al voto il 20 settembre. Nel pomeriggio il premier è riunito con i suoi consiglieri per decidere il da farsi. «Tutto è possibile» ha detto una fonte di governo.

No voto di fiducia
Dopo giorni di rumors su cosa avrebbe fatto il governo, dunque, fonti dell'esecutivo fanno sapere che l'opzione del voto di fiducia è stata messa da parte, lasciando spazio appunto all'ipotesi voto anticipato. «Tutto è possibile», aveva detto un funzionario ai giornalisti che gli chiedevano della possibilità che Tsipras annunciasse oggi nuove elezioni. E l'annuncio poi è arrivato. Il ministro delle Finanze, Euclides Tsakalotos, al parlamento oggi ha detto: «Le elezioni si avvicinano». Anche il ministro dell’Ambiente, Panos Skourletis, ha affermato a Ert1 che «nessuno può ignorare» che il governo del primo ministro Tsipras ha perso la maggioranza alle ultime votazioni in parlamento.

Quali conseguenze?
La scommessa del leader di Syriza sarebbe quella di ottenere un nuovo mandato elettorato prima di cominciare a dover applicare le dure misure previste dal terzo salvataggio finanziario, ma il passo,anche a livello europeo, non sarebbe privo di conseguenze. Se da un lato la decisione di andare ad elezioni potrebbe placare la rivolta interna al partito, dall'altra Tsipras, che mantiene comunque una popolarità ancora alta, potrebbe in questo modo far dubitare i creditori sulla sua volontà di realizzare veramente il programma di riforme. Allo stesso tempo, il premier sarà comunque costretto a spiegare agli elettori come mai non ha rispettato le sue promesse elettorali. D'altra parte, ancora una volta dobbiamo rilevare, come fu con Varoufakis, la totale alterità dei politici greci da quelli nostrani, per i quali - non c'è sconfitta politica che tenga - la tentazione di rimanere abbarbicati alla poltrona vince il più delle volte su qualsiasi forma di dignità personale.