4 agosto 2020
Aggiornato 19:00
Lo ha detto il capo del Pentagono, Ash Carter, al Congresso

Iran, pericolo per il Medio Oriente? No, se Usa veglieranno

Il Pentagono sta cercando di rassicurare il Congresso che anche dopo l'accordo sul nucleare gli Stati Uniti, assicurando che l'America continuerà a vegliare sull'eventuale rischio di un'egemonia dell'Iran in Medio Oriente

NEW YORK (askanews) - Il Pentagono sta cercando di rassicurare il Congresso che anche dopo l'accordo sul nucleare gli Stati Uniti, assicurando che l'America continuerà a vegliare sulla «pericolosa» influenza dell'Iran in Medio Oriente. Questo in un momento molto difficile visto che Capitol Hill dovrà valutare e decidere se approvare o bocciare entro la metà di settembre l'intesa con Teheran. Ad avere forti dubbi sulla questione non sono solo i repubblicani ma anche diversi senatori e membri della camera democratici.

Più sicurezza
Il capo del Pentagono, Ashton Carter, ha detto nella sua audizione davanti all'Armed Services Committee del Senato che l'accordo ha tolto «un elemento critico di rischio e incertezza» nella regione, ma che gli Stati Uniti continueranno a restare vigili e a favorire la stabilità del Medio Oriente, a difendere Israele e a indebolire e distruggere lo Stato Islamico.

Pericolo terrorismo in agguato?
Intanto la Casa Bianca sta aumentando i suoi sforzi per convincere il Congresso, e soprattutto i democratici, della bontà dell'accordo con l'Iran. A questo proposito ieri ha testimoniato il segretario di Stato John Kerry insieme a quello al Tesoro, Jack Lew e a quello all'Energia, Ernest Moniz. Gli oppositori sostengono che l'intesa - e l'eliminazione delle sanzioni - porteranno miliardi di dollari nelle casse dell'Iran, con i quali potrà continuare il suo progetto di egemonia nella regione, finanziando formazioni terroristiche come Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, i ribelli Houthi in Yemen e il governo di Bashar al Assad in Siria.

Washington veglierà contro il terrorismo 
A queste posizioni Carter si è opposto facendo sapere che il documento firmato due settimane fa a Vienna non obbliga gli Stati Uniti a cambiare la loro azione all'interno del Medio Oriente. Anzi Washington «continuerà a mantenere una posizione militare forte e a impedire ogni aggressione», ha detto Carter. Anche il generale Martin Dempsey, capo di Stato Maggiore delle forze armate statunitensi, ha sottolineato davanti alla commissione guidata dal repubblicano John McCain che Usa devono «porre maggiore attenzione alle attività pericolose» nella regione.