15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Frontex ha gestito oltre 13.000 rimpatri tra il 2006 e il 2015

Frontex bacchettata sui diritti dei migranti espulsi

Frontex deve "fare di più" per garantire "maggiore rispetto dei diritti fondamentali dei migranti" espulsi dell'Unione europea. E' quanto ha dichiarato la Mediatrice europea Emily O'Reilly, presentando le conclusioni di un'indagine avviata nell'ottobre del 2014.

BRUXELLES (askanews) - Frontex deve «fare di più» per garantire «maggiore rispetto dei diritti fondamentali dei migranti» espulsi dell'Unione europea. E' quanto ha dichiarato la Mediatrice europea Emily O'Reilly, presentando le conclusioni di un'indagine avviata nell'ottobre del 2014. Il Mediatore europeo tratta le denunce da parte di cittadini, imprese e organizzazioni dell'Ue, contribuendo a scoprire casi di cattiva amministrazione, ovvero casi in cui istituzioni, organi, uffici e agenzie dell'Unione abbiano infranto la legge, non abbiano rispettato i principi della corretta amministrazione o abbiano violato i diritti umani.

Più rispetto per i migranti espulsi
In un comunicato, O'Reilly «elogia il lavoro fatto fino ad ad oggi da Frontex», l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, ma sottolinea che «si può fare di più» per «garantire un maggiore rispetto dei diritti fondamentali dei migranti» colpiti da provvedimenti di espulsione. Tra il 2006 e il 2015, Frontex, che coordina i rimpatrio dei migranti, ha gestito 267 operazioni, riguardanti oltre 13.000 persone. «In questo contesto, deve essere fatto il possibile per garantire il rispetto della dignità umana delle persone rimpatriate», ha sottolineato, dicendosi «dispiaciuta per il rifiuto di Frontex di dare vita a un proprio meccanismo di denuncia» e chiedendo all'agenzia europea di «esigere dagli Stati membri un miglioramento delle proprie procedure di ricorso»

No a mezzi coercitivi
La Mediatrice ha anche sollecitato Frontex a «garantire che le famiglie con bambini e le donne incinte siano divise dagli altri migranti espulsi» sugli aerei con cui vengono rimpatriati, e ha proposto diverse emendamenti al codice di condotta di Frontex, in particolare riguardo «all'uso di mezzi coercitivi». Tra il 2010 e il 2012, sono stati emessi nell'Ue circa 1,5 milione di ordini di espulsione; solo un terzo dei migranti hanno effettivamente lasciato il territorio dell'Unione, stando a un documento interno dell'Ue reso pubblico dall'ong Statewatch.