10 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Usa ammette la fallibilità della sua intelligence

Quando la «quasi certezza» del protocollo uccide ostaggi innocenti

Per anni, i consiglieri del presidente Barack Obama hanno detto che errori così non sarebbero mai avvenuti. Ora, dopo la morte di due ostaggi occidentali, l'amministrazione statunitense è consapevole della necessità di modificare il protocollo e di mettere in discussione la stessa strategia basata sull'uso dei droni.

NEW YORK (askanews) - Per anni, i consiglieri del presidente Barack Obama hanno detto che errori così non sarebbero mai avvenuti. Ora, di fronte alla morte di due ostaggi occidentali, lo statunitense Warren Weinstein e l'italiano Giovanni Lo Porto, uccisi a gennaio, l'amministrazione statunitense è consapevole della necessità di modificare il protocollo e di mettere in discussione la stessa strategia basata sull'uso dei droni come arma principale della lotta al terrorismo, e della «near certainty», ovvero dell'autorizzazione ad agire con la «quasi certezza» che non ci siano civili in pericolo.

Fallibilità dell'intelligence Usa
La fallibilità della strategia dell'intelligence statunitense è emersa nell'incontro con la stampa del portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che ha affrontato le domande sulla morte dei due ostaggi poco dopo la dichiarazione di Obama, senza peraltro aggiungere molte informazioni. Ha detto, però, che l'autorizzazione al raid è stata data dopo «centinaia di ore di sorveglianza», che avevano condotto a due conclusioni: il compound controllato era usato da militanti di al Qaida e ospitava, al momento dell'attacco, quattro militanti. La scoperta di sei cadaveri tra le macerie, però, ha posto domande inquietanti sui raid e sul protocollo, rispettato anche in quell'occasione, come affermato ieri da Obama. A sollevare dubbi è anche l'autorizzazione concessa alla Cia di colpire obiettivi terroristici, senza sapere l'identità esatta delle persone coinvolte. Lo ha spiegato ieri Earnest: nel compound colpito si nascondevano membri di al Qaida, ma un volto alle vittime è stato dato soltanto dopo.

Obama annuncia inchiesta completa
Secondo il Washington Post, la reazione di Obama «dietro le quinte» è stata comprensibilmente molto più dura di quella mostrata in pubblico, perché si è sentito tradito da chi gli aveva assicurato che errori così non sarebbero mai stati compiuti. Weinstein e Lo Porto «non sono assolutamente i primi innocenti uccisi dai nostri droni, e in nessun altro caso gli Stati Uniti hanno chiesto scusa per i loro errori» ha detto Alka Pradhan, avvocato di Reprive U.S., organizzazione che rappresenta le vittime civili dei droni. Obama ha annunciato un'inchiesta completa sul raid che ha provocato la morte dei due ostaggi occidentali; un episodio che ha «sollevato nuove domande su possibili aggiustamenti» delle linee guida, ha ammesso ieri il portavoce della Casa Bianca. Per molti, però, è difficile arrivare a un livello più alto di certezza nelle operazioni con i droni. «La richiesta di uno standard più alto potrebbe mettere fine a questo tipo di operazioni» ha detto Adam Schiff, capogruppo democratico alla commissione d'Intelligence della Camera, ricordando che in questo caso non si è trattato di un drone che ha colpito «l'edificio sbagliato, una famiglia innocente. La tragedia è che vi fossero nascosti ostaggi innocenti».