15 settembre 2019
Aggiornato 21:30
Incidente avvenuto ieri sera a 50 km da Skopje, 14 morti

Nuova tragedia dell'immigrazione: travolti da un treno in Macedonia

Stavolta, via terra. Quattordici migranti provenienti dalla Somalia e dall'Afghanistan sono morti ieri sera investiti da un treno in Macedonia, nei pressi della città di Veles, una cinquantina di chilometri a sud della capitale Skopje. Il macchinista del treno, proveniente dalla Grecia, non ha potuto evitare il gruppo di persone sedute sui binari.

SKOPJE (askanews) - Quattordici migranti provenienti dalla Somalia e dall'Afghanistan sono morti ieri sera investiti da un treno in Macedonia, nei pressi della città di Veles, una cinquantina di chilometri a sud della capitale Skopje. Il macchinista del treno, proveniente dalla Grecia, non ha potuto evitare il gruppo di persone sedute sui binari, ha indicato la procura macedone. 

Ferrovia spesso teatro di simili incidenti
La ferrovia che attraversa la Macedonia in direzione Nord è spesso teatro di incidenti simili, poiché i migranti seguono i binari per raggiungere la Serbia e di lì raggiungere il territorio dell'Unione europea. Negli ultimi sei mesi, ha indicato una portavoce della polizia macedone, almeno una decina di persone è morta in incidenti di questo genere. A fine febbraio, nel sud della Serbia, un furgone che trasportava migranti originari del Bangladesh, della Nigeria e della Siria, si è rovesciato facendo 40 feriti.

La strada dei trafficanti
La Macedonia si trova sulla «strada dei Balcani», utilizzata dai trafficanti per il traffico di droga, armi ed esseri umani verso l'Ue. Dalla Serbia, che non è membro Ue, si raggiungono tre Paesi dell'Unione: Romania, Ungheria e Croazia. Secondo l'ultimo rapporto di Frontex, l'Agenzia europea per la sicurezza delle frontiere Ue, i «contrabbandieri» macedoni chiedono tra i 120 e i 200 euro per condurre i migranti fino alla frontiera serba.