27 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Roulette russa dell'economia

Putin ottimista, Medvedev no

Il presidente russo giovedì scorso aveva parlato di «dinamica positiva» dell'economia russa durante la maratona tv «Linea diretta con la nazione», mentre oggi il premier intervenuto in Parlamento ha sciorinato cifre non proprio esaltanti sul Pil e profilato nuovi scenari tutt'altro che confortanti.

MOSCA (askanews) - C'è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi mezzo vuoto, in quella che si profila come una vera e propria roulette russa per l'economia di Mosca. Si tratta di Vladimir Putin e Dmitri Medvedev. Il presidente russo giovedì scorso aveva parlato di «dinamica positiva» dell'economia russa durante la maratona tv «Linea diretta con la nazione», mentre oggi il premier intervenuto in Parlamento ha sciorinato cifre non proprio esaltanti sul Pil e profilato nuovi scenari tutt'altro che confortanti. Soprattutto, si è dichiarato contro il rafforzamento del rublo che in queste ultime settimane sembra senza sosta, nonostante i prezzi del barile non siano affatto alle stelle. In base alle sue parole, se «le pressioni esterne aumenteranno» e il barile resta com'è, Mosca si deve preparare a «una realtà economica diversa», ovvero «a un test di resistenza per tutti».

SUPERUBLO. Secondo Medvedev, «la nostra moneta si va rafforzando, cosa che per un certo numero di settori è abbastanza buona, ma questo riduce le nostre possibilità di esportazione, quindi siamo interessati alla prevedibilità di tale corso, evitare un eccessivo indebolimento o rafforzamanto dei rubli», ha detto, rispondendo alle domande dei deputati della Duma di stato. Putin, invece, replicando la scorsa settimana ai telespettatori, aveva elencato tra gli aspetti positivi che «il rublo si rafforza» e che c'è anche una «crescita» del Pil - «non grande ma comunque c'è» - segnalando inoltre il «record della produzione di petrolio» e un «ricco raccolto di grano».

LA NON CRESCITA. Medvedev annuncia che il Pil russo nel primo trimestre 2015 è diminuito di circa il 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; in questo periodo la produzione industriale ha perso lo 0,4% rispetto al primo trimestre del 2014. In precedenza il ministero dello Sviluppo economico aveva valutato il rallentamento economico in gennaio e febbraio 2015 all'1,9%, a febbraio il 2,3% e a gennaio l'1,4%. Ma trovare l'equilibrio per il bilancio federale russo per il 2016 sarà molto complesso, ha detto il primo ministro, e solo un'efficace collaborazione del Parlamento aiuterà a trovare risorse aggiuntive per bilanciarlo. C'è però anche per Medvedev uno sprazzo di sereno: l'economia russa «ha imparato» a fare senza investimenti stranieri.