24 giugno 2019
Aggiornato 18:00
Il punto di vista di diversi analisi

Ucraina: perché, tregua o non tregua, avrà la meglio Putin

Il capo del Cremlino potrebbe uscirne molto bene, sia che il cessate il fuoco venga ripristinato sia che salti l'accordo di Minsk. Anche se un'incognita c'è. E, strano a dirsi, potrebbe essere rappresentata dalla Cina

KIEV - È durato appena una settimana il cessate il fuoco in Ucraina e già si è tornati a combattere. I leader di Russia, Ucraina, Francia e Germania riuniti nel cosiddetto «formato Normandia» hanno denunciato la violazione della tregua nell'est dell'Ucraina nel corso di una conference call, che stava accadendo proprio in diretta, mentre si discuteva. Difficile prevedere cosa succederà nei prossimi giorni. A questo punto, tregua o non tregua, secondo alcuni analisti la situazione potrebbe volgere a favore di Putin. Secondo l'esperta del Washington Institute Anna Borshchevskaya, il cessate il fuoco serve di fatto solo a «congelare il conflitto, cosa che favorisce il gioco del capo del Cremlino perché gli consente di mantenere un'Ucraina debole e destabilizzata. Che è esattamente ciò che vuole». Può anche essere – prosegue Borshchevskaya – che inizi una discussione in Occidente sulle sanzioni contro la Russia, aspetto che giocherebbe ancora un volta a favore di Putin, che potrebbe così mantenere il controllo su Kiev e spostare il focus della discussione sul bisogno di allentare le sanzioni.

MOSCA DEVE DIRE SÌ ALLA MISSIONE DI PEACEKEEPING - Intanto, l'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin, bolla come «mancanza di determinazione» nell'attuare gli accordi di Minsk la proposta del presidente ucraino Poroshenko di inviare i caschi blu dell'Onu. «Penso sia un po' allarmante – ha detto – perché hanno appena firmato gli accordi di Minsk il 12 febbraio. E tali accordi prevedono solo il ruolo dell'Osce, non c'è nulla sull'Onu o sull'Unione europea. Invece di venirsene fuori con nuove idee dovrebbero lavorare più sodo sull'attuazione di ciò che hanno concordato». Non la pensa allo stesso modo l'ambasciatore ucraino negli Stati Uniti, Olexander Motsyk, intervistato qualche giorno fa in esclusiva da Foreign Policy. «Se la Russia è realmente interessata alla pace come sostiene, deve sostenere questa risoluzione che autorizza le forze di mantenimento della pace in Ucraina», ha detto. Ed è certo di una cosa: «Mosca, assieme ai separatisti, sta violando e continuerà a violare il nuovo accordo».

UE, USA E CINA COSA FARANNO? - Gli altri che fanno? Mentre l'Unione europea ha chiesto maggiori dettagli per l'approvazione della missione di peacekeeping, secondo quanto riportato da FP un alto funzionario statunitense si impegnerebbe solo ad esplorare una «gamma di opzioni» per garantire una «soluzione duratura» alla crisi. Potenzialmente, un ruolo interessante potrebbe giocarlo anche la Cina: potrebbe decidere di non votare, dati i suoi notevoli investimenti agricoli in Ucraina e la sua precedente riluttanza a sostenere in modo esplicito l'intervento di Mosca nel Paese. Il rifiuto da parte di Pechino di usare il suo veto sarebbe un «enorme schiaffo simbolico a Mosca».

PER GLI UCRAINI LA PAZIENZA STA FINENDO - Nelle ultime settimane la pressione dell'opinione pubblica contro il governo di Poroshenko è cresciuta tanto quanto è precipitata la valuta ucraina, che è arrivata a toccare il record minimo mercoledì scorso. Bisognerà stare a vedere gli sviluppi della crisi anche in questo senso, e capire quanto la popolazione ucraina sia davvero disposta a sopportare.