9 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Ucraina, grosso scambio di prigionieri tra esercito e ribelli

L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha seguito le operazioni di scambio, che sono per ora l'unico frutto tangibile dei colloqui di mercoledì 24 dicembre tra il Gruppo di Contatto - rappresentanti di Kiev, di Mosca e dell'Osce - e i separatisti.

MINSK - Il governo di Kiev e i separatisti filorussi che controllano buona parte dell'Est dell'Ucraina devono continuare oggi un importante - nei numeri e nel significato - scambio di prigionieri abbozzato nell'ambito dell'accordo raggiunto durante i nuovi colloqui di pace a Minsk.
Ieri le due parti hanno proceduto alla consegna reciproca di un centinaio di prigionieri, procedendo a gruppi di dieci nei pressi di Kostiantynivka, circa 50 chilometri a Nord della roccaforte ribelle Donetsk. In tutto, sono tornati alle loro file 222 insorti separatisti e 146 soldati ucraini.
I prigionieri, senza uniforme, sono stati allineati gli uni di fronte agli altri, tra le due file una distanza di soli 100 metri. L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) ha seguito le operazioni di scambio, che sono per ora l'unico frutto tangibile dei colloqui di mercoledì 24 dicembre tra il Gruppo di Contatto - rappresentanti di Kiev, di Mosca e dell'Osce - e i separatisti.

Le trattative dovevano continuare ieri a Minsk, ma il seguito non c'è stato
I ribelli reclamano innanzitutto la ripresa da parte del governo ucraino dei finanziamenti delle zone sotto il loro controllo, oltre a uno "statuto speciale" che preveda una più ampia autonomia per le regioni di Donetsk e Lugansk. Questo era prwevisto dagli accordi firmati a inizio settembre nella capitale bielorussa, ma Kiev e le cancellerie occidentali ritengono che i separatisti abbiano vanificato l'intesa organizzando a inizio novembre elezioni amministrative separate.
I nuovi colloqui a Minsk si sono svolti in un clima di reciproca sfiducia, con scambi di accuse tra le parti. Secondo l'agenzia Interfax, l'ex presidente ucraino Leonid Kuchma, che rappresenta il governo ucraino ai negoziati, ha riferito che i ribelli puntano ad una revisione degli accordi di pace precedentemente conclusi a Minsk.

Ucraina rinuncia a status non allineato per avvicinarsi a NATO
L'Ucraina ha deciso oggi di rinunciare al suo status di paese non allineato, per avvicinarsi alla Nato, dopo l'annessione russa della Crimea e il conflitto in corso nell'est del paese con i separatisti filorussi.
Un'ampia maggioranza dei 303 deputati della Rada, il parlamento di Kiev, ha votato a favore di un progetto di legge in questo senso. Contro hanno votato solo in otto.
La legge dovrà ora essere promulgata dal presidente Petro Poroshenko.