16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Relazioni Russia-India

Putin e Modi trovano l'intesa sul nucleare

In India oggi il presidente russo ha firmato una serie di accordi nel settore energetico e della difesa, tra i quali spicca l'intesa per la costruzione di una decina nuovi reattori nucleari di concezione russa, annunciata da Narendra Modi.

NUOVA DELHI - Isolato in Occidente, alle prese con le pressioni delle sanzioni e le serie complicazioni economiche generate dal petrolio in stagione di saldi, Vladimir Putin continua la sua marcia verso Est, alla ricerca di opportunità per l'economia russa che rischia seriamente una nuova recessione. E in India oggi il presidente russo ha firmato una serie di accordi nel settore energetico e della difesa, tra i quali spicca l'intesa per la costruzione di una decina nuovi reattori nucleari di concezione russa, annunciata da Narendra Modi. Il premier indiano, che tenta di colmare la distanza tra India e Stati Uniti e che a gennaio avrà Barack Obama tra gli ospiti del Giorno dell'Indipendenza, ha messo in chiaro che Mosca resta un alleato strategico dell'India.

«L'importanza di questa relazione e l'unicità del suo posto nella politica estera dell'India non cambieranno», ha detto Modi. Per Nuova Delhi, ha sottolineato, è di centrale importanza garantire la sicurezza energetica, aspetto «cruciale per lo sviluppo economico del Paese e per la creazione di posti di lavoro». E qui arriva l'ente statale per l'export di progetti nucleari civili, Atomstroyexport. «Abbiamo sviluppato una visione ambiziosa nell'energia nucleare, con almeno 10 nuovi reattori», ha evidenziato il premier indiano. La Russia ha già costruito un reattore a Kudankulam, nell'Est indiano, e un secondo deve entrare in funzione prossimamente, con forte ritardo sui piani iniziali. Un accordo intergovernativo firmato nel 2008 prevede poi la costruzione di altri due reattori.

Tra gli accordi annunciati oggi ce n'è poi uno per la costruzione in India di un elicottero russo e uno per la fabbricazione di componenti per equipaggiamenti militari. La Russia è storicamente il primo fornitore di equipaggiamenti militari all'India, che è il primo importatore di armi convenzionali a livello mondiale.

«Nel 2013 l'interscambio bilaterale ha raggiunto i 10 miliardi di dollari, pensiamo che non sia abbastanza», ha detto il capo del Cremlino.

La tappa in India è importante dunque per Putin sia nell'ottica di rafforzare i mercati alternativi a quelli occidentali, sia per dimostrare che l'isolamento sulla scena internazionale della Russia ha importanti eccezioni. L'India si è rifiutata di sottoscrivere le sanzioni varate da Ue, Usa e altri Paesi sulla scia della crisi ucraina. Incassate intese dal potenziale miliardario, il presidente russo ha voluto sottolineare anche l'aspetto diplomatico della puntata in India: «i nostri approcci sui più importanti temi globali e regionali sono simili o molto vicini», ha riassunto, senza entrare in troppi dettagli.

Tra Mosca e Nuova Delhi peraltro ci sono stati momenti non esattamente di piena intesa, in particolare l'India non ha apprezzato la firma con il Pakistan, storico rivale dell'India, di un accordo di cooperazione militare, con negoziati in corso per fornire a Islamabad elicotteri da combattimento. Inoltre, alla vigilia del suo arrivo, Putin ha raffreddato le aspettative indiane su un progetto di gasdotto verso l'India: non sarebbe sostenibile economicamente, ha detto, lasciando intendere di voler puntare piuttosto sull'aumento delle forniture di gnl.

Ma per capire quanto approfondita sia la visita del capo di stato, giunto da Mosca, basta guardarne l'agenda. Putin oggi incontrava non solo il presidente indiano Mukherjee e il premier Modi, ma anche Sonia Gandhi, presidente del partito di opposizione, il Congresso Nazionale Indiano. Insomma è chiaro che alla «partnership strategica particolarmente privilegiata russo-indiana» si vuole dare ampio respiro e lungo futuro.