23 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Relazioni internazionali

Obama: «Con Xi si può provare a parlare, con Putin no»

Il Presidente americano: «Pechino ha interesse a buone relazioni». Invece con la Russia le cose vanno certamente peggio, anche a causa della crisi ucraina.

WASHINGTON - Xi Jinping è il leader cinese che ha «consolidato il suo potere prima e più complessivamente di qualsiasi altro» dai tempi di Deng Xiaoping. E' un pensoso complimento quello che il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha fatto alla sua controparte di Pechino durante una tavola rotonda sugli affari, di fronte ai top manager americani, che evidenzia il potenziale positivo per i rapporti sino-americani, nonostante i pericoli che un grip così forte sul potere comporta. E viene nello stesso contesto nel quale il leader americano ha attaccato il presidente russo Vladimir Putin, esprimendo pessimismo sulla possibilità che con lui si possa costruire un rapporto costruttivo.

Obama ha recentemente incontrato Xi e ha raggiunto con lui un importante accordo sul clima. Per quanto riguarda la politica internazionale, però, Pechino e Washington sono su fronti opposti per quel che riguarda i principali dossier internazionali, anche se Obama appare ottimista sull'evoluzione delle relazioni con la Cina.

«Per quanto riguarda la geopolitica, il mio incontro con il presidente Xi penso che sia stato molto produttivo e ovviamente ha dato significativi esiti», ha detto Obama, per poi lanciarsi in una lode delle capacità politiche del leader cinese: «Ha consolidato il potere più rapidamente e complessivamente che chiunque, probabilmente, dai tempi di Deng Xiaoping. E tutti sono stati colpiti dalla sua influenza in Cina solo dopo un anno e mezzo, due anni (dall'arrivo al potere)».

Questa situazione, tuttavia, comporta dei rischi. «Ci sono pericoli per questo motivo, su questioni come i diritti umani, come la repressione del dissenso», ha spiegato Obama. «Lui - ha precisato - si basa su un nazionalismo che minaccia i suoi vicini e noi l'abbiamo visto chiaramente in queste dispute marittime nel Mar cinese meridionale e sulle Isole Senkaku».

D'altro canto, ha detto ancora il presidente, «penso che essi abbiano un fortissimo interesse a mantenere buone relazioni con gli Stati uniti. E la mia visita è stata una dimostrazione del loro interesse nel gestire con efficacia questa relazione».

Per Obama avere un rapporto costruttivo con Pechino vuol dire porsi in una situazione «win-win per entrambe le parti». Ma servono alcuni passaggi per raggiungere tale obiettivo. In particolare, Washington intende premere «fortissimamente su questioni come la cybersicurezza e i cyberfurti», ha precisato il presidente.

Va creata la cornice perché questi rapporti, sul fronte commerciale ed economico si sviluppino. Gli Usa puntano sul Partenariato Trans-Pacifico (Tpp), che dovrebbe creare «alti standard nella regione ai quali la Cina dovrebbe adattarsi piuttosto che fare una corsa verso il basso dove, per esempio, non c'è protezione della proprietà intellettuale». Pechino invece è interessata a un trattato per gli investimenti, per il quale - ha detto Obama - «serve molto lavoro» ma che «può essere significativo, perché potrebbe aiutare a cambiare il contesto nel quale è possibile investire in Cina senza essere discriminati rispetto alle aziende locali».

Quindi - ha concluso il presidente americano - «dobbiamo essere cauti e avere una visione chiara sulla nostra relazione con la Cina, ma non c'è ragione per la quale non dovremmo riuscire a gestire una relazione in un modo che sia produttivo per noi e per il mondo».

Invece con la Russia le cose vanno certamente peggio, anche a causa della crisi ucraina. «Io sono meno ottimista sulla Russia», ha affermato Obama. «Ho una relazione molto diretta, schietta e basata sugli affari con Putin. Avevamo una relazione molto produttiva quando (Dmitri) Medvedev era presidente, anche se Putin era al potere dietro la scena», ha continuato. «In parte perché io penso che la situazione in Ucraina l'abbia preso di sorpresa, si è improvvisato nazionalista, con un approccio retrogrado alla politica russa che è una minaccia per i vicini e sta danneggiando fortemente la sua economia. E le sanzioni stanno dando un gran colpo alle loro compagnie».

Obama ha detto che gli Usa continueranno «a offrire una via per una soluzione diplomatica» della crisi ucraina. Ma la sfida, ha precisato «è quello che funziona per lui politicamente dentro la Russia, anche se sta isolando la Russia completamente a livello internazionale». Quindi, ha concluso il presidente, «se mi chiedete se sono ottimista su cambiamenti improvvisi del modo di pensare di Putin, non penso che questo avverrà finché la politica in Russia non si renderà conto di quello che sta accadendo all'economia in Russia: questo è parte della ragione per la quale noi continuiamo a mantenere questa pressione».

Russia e Cina sono dalla stessa parte sulla maggior parte dei dossier internazionali e spesso pongono il veto assieme nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. Putin, dopo lo scoppio della crisi ucraina, sta cercando di orientare parte delle esportazioni di gas dirette in Occidente verso Pechino.