Juncker a Bruxelles difende le buste di plastica
Primo scontro interno alla nuova Commissione Ue di Jean-Claude Juncker, alla prima decisione di carattere legislativo che l'Esecutivo comunitario era chiamato a prendere, oggi a Bruxelles, sulla direttiva che limiterà il consumo di buste di plastica usa e getta per lo shopping (in Italia sono già vietate dal 2011, e c'è una procedura d'infrazione in corso).
BRUXELLES - Primo scontro interno alla nuova Commissione Ue di Jean-Claude Juncker, alla prima decisione di carattere legislativo che l'Esecutivo comunitario era chiamato a prendere, oggi a Bruxelles, sulla direttiva che limiterà il consumo di buste di plastica usa e getta per lo shopping (in Italia sono già vietate dal 2011, e c'è una procedura d'infrazione in corso).
LA COMMISSIONE DICE NO - Nonostante il fatto che nel dialogo negoziale a tre con la presidenza italiana del Consiglio Ue e con i rappresentanti del Parlamento europeo, lunedì scorso, un compromesso sulla direttiva fosse a portata di mano, la Commissione si è opposta, invece di svolgere il proprio ruolo di facilitatore dell'accordo, e ha persino minacciato di ritirare il testo, se non fossero state accettate dai due co-legislatori delle modifiche presentate all'ultimo momento (e neanche in modo formale). L'Esecutivo Ue, in sostanza, voleva che fosse eliminata dal testo dell'accordo la possibilità per gli Stati membri di imporre a livello nazionale dei divieti o degli obiettivi di riduzione del consumo di buste di plastica, accanto o in alternativa all'imposizione di un prezzo per disincentivarne l'uso.
UN INTERVENTO A GAMBA TESA - La posizione della Commissione, oltre che difficilmente spiegabile, dal momento che Parlamento e Consiglio erano già d'accordo su quella formula (proibizione volontaria o disincentivo economico), e nessun governo vi si opponeva, era anche politicamente insostenibile, perché l'Esecutivo Ue voleva imporre la propria volontà ai due co-legislatori, senza che vi fosse alcun rischio di violazione del diritto comunitario. «Un intervento a gamba tesa, fuori tempo massimo, contrario alla leale collaborazione istituzionale», l'ha definito senza mezzi termini una delle controparti della Commissione nel negoziato.
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