26 maggio 2019
Aggiornato 21:00
Summit Apec

Cina: primo round a Pechino

Il presidente Xi Jinping ha annunciato la decisione di adottare una roadmap per la costituzione di un'area di libero scambio. Ma il percorso è ancora irto di incognite e rivalità tra i diversi componenti dell'Apec

ROMA - Come ampiamente annunciato, Pechino ha utilizzato il summit della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) per promuovere la sua idea di un'Area di libero scambio Asia-Pacifico (Ftaap), che diversi osservatori considerano alternativa all'iniziativa statunitense del Partenariato Trans-Pacifico (Tpp). Il presidente Xi Jinping, in conclusione del summit, ha annunciato che i leader hanno deciso d'adottare una «roadmap» per la costituzione della Ftaap.

APPROVATA LA ROADMAP PER IL LIBERO SCAMBIO - Il summit, ha spiegato Xi, ha «approvato la roadmap per l'Apec volta alla promozione e realizzazione dell'Area di libero scambio dell'Asia-Pacifico». Xi ha parlato in conclusione dei lavori del summit. Il leader cinese ha inoltre aggiunto che la mossa «indica il lancio ufficiale del processo verso la Ftaap». Xi ha parlato di una «tappa storica» che testimonia dell'«impegno dei membri dell'Apec a favore dell'integrazione dell'economia regionale». L'occasione per il presidente cinese era ghiotta: in questi giorni ha avuto ospiti a Pechino alcuni dei leader delle principali economie mondiali, come il presidente Usa Barack Obama e il primo ministro giapponese Shinzo Abe, oltre al presidente russo Vladimir Putin e tanti capi di paesi tra i più dinamici al mondo. Nella sessione d'apertura del summit aveva chiarito, che l'Apec avrebbe dovuto «sfondare le porte chiuse dell'Asia-Pacifico sul commercio» e «spingere vigorosamente per il progresso della Ftaap, ponendo chiaramente i suoi obiettivi, la direzione e la roadmap, trasformando il desiderio in realtà in una data vicina».

PERCORSO IRTO DI OSTACOLI - Il summit ha insomma iniziato un percorso, che però è irto di ostacoli dovuti sia alle rivalità tra i diversi componenti dell'Apec, sia a progetti concorrenti sostenuti da altri attori regionali. I rapporti tra i leader che si sono incontrati a Pechino non sono sempre dei migliori e le ostilità tra i paesi sono spesso cristallizzate. Se le relazioni tra Cina e Russia sono al momento ottime, la crisi ucraina ha scavato un solco profondo tra la Russia e i paesi occidentali a partire dagli Stati Uniti. Washington, inoltre, ha dossier aperti nei confronti di Pechino soprattutto nel campo dei diritti umani e della cybersicurezza. Pessimi poi i rapporti tra Cina e Giappone, per quanto ieri un importante incontro tra Xi e Abe abbia aperto la strada a un possibile disgelo. Nonostante questa mezza schiarita, tra Tokyo e Pechino tutte le questioni restano aperte, a partire dall'annosa disputa territoriale per le isole Senkaku (Diaoyu per i cinesi). Poi ci sono i progetti concorrenti. Gli Stati Uniti hanno lavorato in questi anni per allentare le restrizioni al commercio attraverso il Partenariato Trans-Pacifico (Tpp), con accordi per l'alleggerimento dei dazi con 11 paesi, tra i quali Canada, Australia, Messico. Resta problematico tuttavia, in questa cornice, l'atteggiamento del Giappone, che teme un'invasione di prodotti a basso costo e qualità che potrebbero mettere in ginocchio, in particolare, l'agricoltura del Sol levante. L'Associazione dei paesi del Sudest asiatico (Asean), dal canto suo, sostiene il Partenariato economico regionale, che dovrebbe unire in un'area di libero scambio i dieci paesi Asean e sei altri membri, tra i quali la Cina, il Giappone e l'India.

TRA CINA E USA POSSIBILI INTESE - In ogni caso, Cina e Stati Uniti, durante questo summit, hanno dimostrato che una serie d'intese possono essere siglate. In particolare, la Casa bianca ha annunciato di aver raggiunto un accordo per ridurre le tariffe sul commercio nelle tecnologie informatiche. Inoltre Washington ha detto di sperare che la mossa «contribuisca a una rapida conclusione» dei negoziati in sede Wto (Organizzazione mondiale per il commercio) sul primo grande taglio alle tariffe in 17 anni. «La notizia è incoraggiante non solo per le relazioni commerciali Usa-Cina, ma perché mostra che Usa e Cina lavorano assieme per far avanzare l'agenda economica bilaterale, ma anche per sostenere il sistema multilaterale di commercio», ha commentato il rappresentante Usa per il commercio Michael Froman. Usa e Cina, inoltre, hanno raggiunto un accordo per estendere la validità dei visti.

I MEMBRI DELL'APEC CONTANO IL 50% DEL PIL GLOBALE - Tra le organizzazioni multilaterali, l'Apec è una potenza economica. I suoi membri contano oltre il 50 per cento del prodotto interno lordo globale, circa metà del commercio mondiale e il 40 per cento della popolazione del pianeta. Costituita 25 anni fa, ha sostenuto lo sviluppo del libero mercato tra i suoi membri, che su base bilaterale e multilaterale hanno fatto accordi dentro e fuori l'organizzazione.