13 giugno 2024
Aggiornato 09:30
Ambiente & Petrolio

Nigeria e Shell non fanno nulla contro l'inquinamento

Lo ha denunciato Amnesty International. I danni in questa regione simboleggiano secondo molti la tragedia che rappresenta il greggio per la Nigeria, primo produttore del continente africano.

LAGOS - Nigeria e Shell non hanno praticamente fatto nulla contro l'inquinamento petrolifero nell'Ogoniland, nel cuore del Delta del Niger, a tre anni di distanza dal clamoroso rapporto delle Nazioni Unite. Lo ha denunciato Amnesty International.

I danni in questa regione simboleggiano secondo molti la tragedia che rappresenta il greggio per la Nigeria, primo produttore del continente africano. Decenni di produzione hanno riempito le tasche di importanti responsabili governativi e generato profitti enormi per la compagnia anglo-olandese Shell, provocando però un inquinamento talmente esteso che gli abitanti di questa regione non possono né pescare né dedicarsi all'agricoltura.

Sono trascorsi tre anni esatti da quando un'inchiesta scientifica senza precedenti delle Nazioni Unite ha accertato estensione e impatto dell'inquinamento petrolifero nell'Ogoniland. Sarebbe necessaria - la stima - l'operazione di pulizia più vasta mai intrapresa al mondo, di durata compresa tra i 25 e i 30 anni. L'Onu aveva sollecitato industria petrolifera e governo della Nigeria a contribuire con un miliardo di dollari di stanziamento.

A tre anni dal rapporto, le decisioni prese da Abuja e Shell «non sono che un modo di nascondere che niente è cambiato», ha dichiarato Godwin Ojo de Friends di Earth Nigeria, associata ad Amnesty e altre tre organizzazioni in un rapporto intitolato «Shell: nessun progresso». Shell fu costretta nel 1993 a interrompere le sue attività nella regione dove vivono gli Ogoni, a seguito di manifestazioni e proteste.