20 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Rapporto del SIGAR

Afghanistan, la ricostruzione è costata agli USA più del piano Marshall

In tutto 104 miliardi di dollari dal 2002 a oggi, contro 103,4 miliardi (rapportati all'inflazione e al valore del dollaro corrente). Ma a differenza degli aiuti messi in campo tra il 1948 e il 1952, il ritorno dell'investimento è stato molto più basso.

NEW YORK - Per la ricostruzione in Afghanistan gli Stati Uniti ha speso più di quanto stanziarono per il piano Marshall in Europa alla fine della Seconda guerra mondiale. In tutto 104 miliardi di dollari dal 2002 a oggi, contro 103,4 miliardi (rapportati all'inflazione e al valore del dollaro corrente). Ma a differenza degli aiuti messi in campo tra il 1948 e il 1952, il ritorno dell'investimento è stato molto più basso, soprattutto facendo riferimento all'instabilità che continua a regnare in quell'area dell'Asia.

CRISI PROFONDA - Lo rivela un rapporto di 259 pagine redatte dallo Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction (Sigar) inviato dal Pentagono al segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, e al Congresso. Dopo oltre dieci anni il Paese sta affrontando una profonda crisi politica e continuerà a restare dipendente dalle donazioni straniere, scrive l'ispettore speciale americano, John F. Sopko. «Il Sigar ha calcolato che entro la fine del 2014 gli Stati Uniti avranno speso di più per ricostruire l'Afghanistan, aggiustando le cifre all'inflazione di oggi, di quanto spesero per 16 Paesi europei dopo la Seconda guerra mondiale con il piano Marshall», si legge nel documento.