10 dicembre 2019
Aggiornato 01:30

«Il conflitto rafforzerà Hamas»

Nessuno «può restare indifferente al fatto che degli innocenti stiano pagando un costo intollerabile per il fatto di trovarsi in mezzo». Per questo, secondo il Times, «è giusto chiedere se Israele stia facendo abbastanza per evitarlo».

NEW YORK - La guerra «sta terrorizzando persone innocenti su entrambi i lati della frontiera, fomentando più odio» e creando una più grande sete «di vendetta», che non farà altro che assicurare che «il ciclo della violenza si ripeta» in futuro. Per questo è giunto il momento «per un immediato cessate il fuoco e per mettere a punto una strategia politica che offra la speranza di un futuro più stabile per israeliani e palestinesi».

E' l'opinione del New York Times, espressa in un editoriale. Secondo il quotidiano, che sottolinea come «nemmeno una scuola» delle Nazioni Unite possa proteggere i civili palestinesi a Gaza - quella in cui ieri sono morte almeno 17 persone, ndr - Israele ha le sue ragioni per rispondere militarmente al lancio di missili contro il suo territorio e per distruggere i tunnel sotterranei di Hamas. Nessuno, però, «può restare indifferente al fatto che degli innocenti stiano pagando un costo intollerabile per il fatto di trovarsi in mezzo». Per questo, secondo il Times, «è giusto chiedere se Israele stia facendo abbastanza per evitarlo».

Secondo un funzionario delle Nazioni Unite a New York, almeno 72 tra scuole, ospedali e uffici dell'organizzazione sono stati danneggiati, anche se chiaramente riconoscibili. Allo stesso tempo, però, le Nazioni Unite non hanno accresciuto la loro credibilità quando il Consiglio per i diritti umani ha focalizzato la propria attenzione "interamente su Israele" nella risoluzione di mercoledì, aprendo un'inchiesta sulla possibile violazione dei diritti umani a Gaza. «Anche Hamas merita di essere messa sotto esame e condannata per il lancio di missili in aree densamente popolate».
«A differenza di Israele, Hamas non ha costruito rifugi per i civili e mentre la popolazione è esposta» alle bombe, «il leader politico dell'organizzazione palestinese, Khaled Meshal, è al sicuro nel suo rifugio in Qatar».

Il conflitto, purtroppo, non fa altro che rafforzare Hamas, la cui influenza politica si era indebolita prima della guerra, sottolinea il Times, mentre ora è esaltata dalla popolazione. Il presidente palestinese, il moderato Abu Mazen, è invece accusato di non essere stato in grado di ottenere il riconoscimento di uno Stato palestinese nei colloqui con Israele. Se il presidente fosse messo ai margini, è l'opinione del Times, Israele ne riceverebbe un danno: il cessate il fuoco deve essere strutturato in modo «da rafforzare la posizione di Abu Mazen». Il segretario di Stato americano, John Kerry, «sta lavorando alacremente per ottenere un cessate il fuoco, ma la sua missione è estremamente complicata. Nel frattempo, gli omicidi vanno avanti».