25 maggio 2022
Aggiornato 02:30
Relazioni internazionali

Putin da Lukashenko che teme il «contagio ucraino»

Lukashenko, criticato spesso dall'Occidente per la sua condotta eccessivamente autoritaria, è considerato tra i più fedeli a Putin, ma sulle modalità dell'annessione della penisola ucraina di Crimea alla Russia, si era mostrato immediatamente critico.

MOSCA - Nell'ombra delle ansie generate dall'alta tensione tra Ucraina e Russia, il leader del Cremlino Vladimir Putin arriva a Minsk per partecipare alla celebrazione del 70 ° anniversario della liberazione della Bielorussia dagli invasori nazisti e per il Giorno dell'Indipendenza della Repubblica (3 luglio). Il tutto dopo che ieri lo stesso Putin in un discorso a Mosca, ha detto che l'Europa ha bisogno di una «rete di sicurezza» per evitare una ripetizione dello scenario ucraino, che non deve diventare «una malattia contagiosa», dopo l'Iraq, la Libia, la Siria.

Secondo quanto sia apprende dall'Ufficio stampa del presidente russo, «si prevede che Putin e il collega Aleksandr Lukashenko discutano i temi chiave all'ordine del giorno, comprese le prospettive per risolvere la situazione in Ucraina, per lavorare insieme per rafforzare ulteriormente la Comunità di stati indipendenti (ex spazio sovietico) - tenendo conto che Minsk ha la presidenza di turno al momento - e la Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, che quest'anno presiede la Federazione russa».

Lukashenko, criticato spesso dall'Occidente per la sua condotta eccessivamente autoritaria, è considerato tra i più fedeli a Putin, ma sulle modalità dell'annessione della penisola ucraina di Crimea alla Russia, si era mostrato immediatamente critico. E non lo aveva nascosto, nell'annuale discorso al Parlamento, del 23 aprile. «Ogni cataclisma geopolitico - aveva detto - specialmente quelli dell'Europa dell'Est, ci riguardano. In questa situazione dobbiamo badare a ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra indipendenza, il sacro diritto di vivere sul nostro territorio e di sceglierci il nostro destino».

Putin presenzierà alla cerimonia di apertura del nuovo edificio del Museo della Grande Guerra Patriottica e intende deporre una corona al Monumento della Vittoria. La visita si tiene su invito del presidente bielorusso, con il quale Vladimir Vladimirovich in base al programma, avrà un incontro, «è l'ottavo dall'inizio dell'anno», fanno sapere dal suo ufficio stampa. «Le relazioni tra i due paesi si stanno sviluppando in modo dinamico sui principi di alleanza e partenariato strategico», secondo il Cremlino.

Nel programma della visita, anche «scambi di opinioni» sui preparativi per la ratifica nei rispettivi parlamenti nazionali, del Trattato sull'Unione economica eurasiatica, firmato dai presidenti di Russia, Bielorussia e Kazakistan il 29 maggio 2014 ad Astana. Si presume che la ratifica arrivi entro fine anno e che dal primo gennaio 2015 l'Unione eurasiatica sarà operativa. Ma anche ad Astana Lukashenko aveva avanzato critiche sulla sostanza dell'Unione e si era detto pubblicamente insoddisfatto. Non solo dei termini del Trattato. Ma persino dell'acqua sul tavolo, al momento della firma. «Per brindare in questi casi ci vuole la vodka» aveva detto.