29 luglio 2021
Aggiornato 17:30
La crisi egiziana

Egitto, 183 sostenitori di Morsi condannati a morte

I giudici hanno confermato la condanna a morte di oltre centottanta simpatizzanti dei Fratelli Musulmani e del loro leader, Mohammed Badie. La sentenza è stata emessa a Mynia teatro nel 2013 dell’assalto al commissariato per cui erano state accusate quasi settecento persone, in un processo di massa controverso. L'ex Presidente Mubarak cade in ospedale, rischia un'operazione al femore.

IL CAIRO - Il tribunale egiziano di Minya ha confermato le condanne a morte di 183 presunti sostenitori del deposto presidente islamista Mohamed Morsi, fra cui quella del capo dei Fratelli musulmani, Mohamed Badie.

496 ASSOLTI - Inizialmente a 683 persone era stata inflitta la pena capitale alla fine di aprile dallo stesso giudice per aver partecipato a delle violente manifestazioni a Minya, il 14 agosto, lo stesso giorno in cui circa 700 manifestanti pro-Morsi cadevano sotto i colpi di soldati e poliziotti al Cairo. A quattro imputati, fra cui due donne, la pena è stata commutata in ergastolo mentre altri 496 sono stati assolti.
Il giudice, che di recente pronunciato centinaia di pene di morte, al termine di processi lampo, ha provocato una levata di scudi della comunità internazionale.

MUBARAK CADE IN OSPEDALE - L'ex presidente egiziano, Hosni Mubarak, si è ferito cadendo nella sua camera dell'ospedale militare del Cairo dove è detenuto e potrebbe essere prossimamente operato ad un femore. Lo affermano fonti mediche.
Ottantasei anni e già in precarie condizioni di salute, l'ex rais è stato condannato a tre mesi di reclusione per distrazione di fondi pubblici a fine maggio, tre anni e mezzo dopo la rivolta popolare che ha posto fine ai suoi 30 anni di potere. Mubarak deve essere ancora giudicato per la morte di decine di manifestanti durante questa sollevazione di inizio 2011 ma questi processi sono oggi stati eclissati da quelli del suo successore, l'islamista Mohamed Morsi, destituito 11 mesi fa dal capo dell'esercito, recentemente eletto presidente.