14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Negoziati israelo-palestinesi

I palestinesi si ricompattano, Israele annulla i negoziati di pace

Dopo lo storico annuncio di un governo di unità nazionale Olp-Hamas, Tel Aviv ha annunciato di non voler partecipare alla prossima sessione negoziale. Netanyahu: «Abu Mazen ha preferito Hamas alla pace». «Netanyahu ha sospeso i negoziati da molto tempo, ha scelto le colonie invece della pace» ha ribattuto il capo-negoziatore palestinese, Saeb Erekat

TEL AVIV - Israele ha annullato la sessione negoziale prevista mercoledì con i palestinesi, dopo l'annuncio di un accordo fra l'Olp e Hamas per un governo di unità nazionale, e il governo del premier Benjamin Netanyahu sta valutando delle possibili sanzioni, escludendo al momento un ritiro totale dalle trattative. Tel Aviv ha accusato il presidente palestinese Abu Mazen di aver «preferito Hamas alla pace». L'amministrazione Obama, che considera Hamas alla stregua di un'organizzazione terroristica, ha sottolineato come l'intesa possa «complicare seriamente» l'andamento delle trattative, già vicine al collasso.

ANP, NESSUNA INCOMPATIBILITÀ - «Netanyahu ha sospeso i negoziati da molto tempo, ha scelto le colonie invece della pace» ha ribattuto il capo-negoziatore palestinese, Saeb Erekat, precisando che giovedì sarà in visita a Ramallah il mediatore statunitense Martin Indyk. In base al testo dell'accordo fra l'Olp e Hamas l'esecutivo dovrà essere varato entro le prossime cinque settimane: il governo, formato da «personalità indipendenti» e sotto la presidenza di Abu Mazen, avrà il compito di «preparare le elezioni politiche e quelle presidenziali». Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen ha ribadito che i negoziati con Israele e la riconciliazione palestinese non sono incompatibili. «Non esiste alcuna incompatibilità tra riconciliazione e negoziati, soprattutto noi siamo impegnati per una pace equa sulla soluzione a due stati conformemente alle risoluzioni del diritto internazionale», ha detto Abu Mazen in un comunicato.

USA, DELUSI E PREOCCUPATI DA PALESTINESI - L'accordo di riconciliazione sottoscritto a Gaza dai palestinesi potrebbe «complicare» le iniziative in corso per rilanciare il processo di pace, hanno fatto sapere da Washington in seguito all'annuncio di un accordo per un governo fra Hamas e Fatah. Il Dipartimento di Stato Usa ha espresso tutta la sua «delusione». Ogni governo palestinese deve impegnarsi «senza ambiguità» sui principi di non violenza e dell'esistenza dello Stato di Israele, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki. «L'assenza di un impegno chiaro verso questi principi potrebbe seriamente complicare i nostri sforzi per il proseguimento dei negoziati», ha aggiunto. «E' difficile prevedere come Israele possa negoziare con un governo che non crede al suo diritto all'esistenza», ha concluso, sottolineando che gli Stati Uniti sono rimasti «delusi e preoccupati» da questo annuncio.

HAMASA E OLP INSIEME - I palestinesi hanno deciso di formare prossimamente un governo di unità nazionale, attirandosi gli strali del premier israeliano mentre il processo di pace appare completamente arenato. Una delegazione dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ha concluso nella notte un accordo con il rivale movimento di Hamas, al potere a Gaza, per «costituire un governo di unità nazionale entro cinque settimane». Questo governo deve essere composto di tecnocrati, ha precisato all'Afp un membro della delegazione dell'Olp da ieri sera nella Striscia di Gaza. Guidata da Azzam al Ahmad, un leader di Fatah, movimento del presidente Abu Mazen, la delegazione è stata calorosamente ricevuta dal capo del governo di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh e dal numero due del movimento islamista, Mussa Abu Marzuq. Le due parti hanno ripreso i colloqui in mattinata «in un clima positivo», secondo fonti vicine ai negoziati. Una conferenza stampa congiunta è attesa in giornata. I colloqui vertono principalmente sulla formazione di un governo di «consenso nazionale», sulla tenuta di elezioni generali e sulla composizione del direttivo dell'Olp.