9 agosto 2022
Aggiornato 10:00
La crisi ucraina

Si può suonare un quartetto con Maidan?

Il vertice di Ginevra di Russia, USA, Unione Europea e Ucraina resta all'ordine del giorno ed è ancora previsto per oggi. Lo ha dichiarato in Vietnam il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. La partecipazione ai colloqui del «quartetto» per la risoluzione della crisi ucraina è già confermata dal Segretario di Stato americano John Kerry

Il vertice di Ginevra di Russia, USA, Unione Europea e Ucraina resta all'ordine del giorno ed è ancora previsto per il 17 aprile. Lo ha dichiarato oggi in Vietnam il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. La partecipazione ai colloqui di domani del «quartetto» per la risoluzione della crisi ucraina è già confermata dal Segretario di Stato americano John Kerry e dalla rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea Catherine Ashton.

Kiev invia a Ginevra il facente funzione del ministro degli Esteri Andrey Deschitsa. Ad ascoltare le dichiarazioni dei partner della Russia nel «quartetto» previsto, essi preparano non la riunione a Ginevra, ma un esercizio di nuoto asincrono. Tutto è pronto per il vertice, compreso un ordine del giorno più o meno concordato. Ma quasi nessuno ha fiducia che l'incontro porterà un sollievo alla crisi interna e che aiuterà ad evitare la guerra civile in Ucraina.

I nazionalisti di Kiev due giorni prima dei colloqui del quartetto praticamente hanno dichiarato guerra a tutto il sud-est dell'Ucraina. Il signor Turchynov ha ordinato di sopprimere «separatisti e terroristi» con l'aiuto dell'esercito e delle forze speciali. La Russia ha dichiarato in precedenza che sullo sfondo della repressione sanguinosa delle proteste civili «il quartetto» sembererà uno sbeffeggiamento. E in questo caso Mosca non vi prenderà parte: è sacrilego negoziare con un governo che sopprime il suo popolo.

Il Presidente russo Vladimir Putin in relazione alle azioni delle autorità di Kiev la notte del 16 aprile, ha tenuto conversazioni telefoniche con il Presidente statunitense Barack Obama, la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon. Putin ha chiesto ai partner di obbligare i loro patrocinati a Kiev di fermare la guerra contro il proprio popolo. Inoltre li ha esortati a non diffondere frottole ​​sul presunto coinvolgimento della Russia nella situazione nell'est e nel sud dell'Ucraina.

Le conversazioni del Presidente russo con i suoi omologhi erano riservate, ma la posizione di Mosca, alla vigilia del vertice di Ginevra, è stata annunciata pubblicamente dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov durante le sue visite in Cina e in Vietnam il 15-16 aprile:

Non si può invitare con una mano al dialogo e con l'altra dare ordini criminali di usare l'esercito contro il proprio popolo, nel frattempo invitando le Nazioni Unite a partecipare a queste attività illegali. E' una cosa inammissibile! Si inventano frottole per giustificare i loro piani aggressivi, aggiungono tutti i peccati immaginabili e inimmaginabili della Federazione Russa, come organizzatrice e attuatore. Non ho mai sentito una più grande sciocchezza!.

Lo stesso consiglio dei ministri di Maidan a Kiev sta facendo di tutto per sabotare la riunione o farla fallire prima dell'inizio. Ad esempio, il rappresentante permanente dell'Ucraina presso le organizzazioni internazionali a Ginevra Yuri Klimenko ha dichiarato che la sera del 15 aprile Kiev non intende discutere al vertice «i problemi interni» o «la federalizzazione» del Paese. Ed è pronto solo per le discussioni sulla «de-escalation».

Secondo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, tutte le dichiarazioni di questo tipo di Kiev sono menzogne. Il capo della diplomazia russa, uno dei diplomatici più esperti discreti e ragionevoli del mondo, raramente adotta un vocabolario così espressivo. Ma questa volta, sembra ritenga necessario cambiare il suo stile e chiamare le cose col loro nome. Lavrov non si è trattenuto nelle sue argomentazioni sulle azioni di Kiev:

Quando sentite da coloro che ora gestiscono il Ministero degli Esteri ucraino dichiarazioni secondo cui la Russia teme la riunione di Ginevra e vuole farla fallire, non credeteci. Non è vero. Non credete alle dichiarazioni del dicastero della politica estera ucraina che in questo incontro non sia previsto discutere la crisi interna e ucraina, ma la discussione si concentrerà su quali misure possono essere adottate dalla Federazione Russa. Questa è una pura bugia!

Ci riuniamo proprio per questo per discutere la crisi interna ucraina. Noi abbiamo concordato «una bozza» dell'agenda, che comprende quello che ho già detto: de-escalation, disarmo dei gruppi militari armati, vera e propria riforma costituzionale, elezioni.

Alla vigilia della riunione solo Mosca ha una guida chiara e pratica per risolvere la crisi: il disarmo dei gruppi armati illegali, la riforma costituzionale, il referendum sull'ordinamento statale, garantire i diritti linguistici della popolazione. Né gli USA, né l'Unione Europea né, soprattutto, Kiev hanno chiaro il programma oltre alle richieste di «resa» completa dell'Ucraina agli ultraradicali e neo-nazisti che hanno preso il potere dopo il colpo di stato. Mosca ancora spera di negoziare con l'UE e gli USA. Il quartetto a Ginevra dipenderà proprio da loro.