5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Ambiente | Disastro Fukushima

Fukushima, in funzione l'unità di decontaminazione liquidi

Unità ALPS possono decontaminare 500 m/c acqua al giorno. Una volta bonificato, il liquido risultante non contiene che del trizio, pur in quantità così elevanta da non consentire che l'acqua venga riversata in mare

TOKYO - Il gestore della centrale nucleare di Fukushima ha reso noto di aver rimesso in servizio una seconda unità di decontaminazione di liquido radioattivo, un sistema essenziale per cercare di risolvere il problema dell'acqua contaminata.
L'unità A del «sistema di trattamento dei liquidi (ALPS)» è stata rimessa in funzione dopo essere stata fermata per diverse settimane a causa di alcuni problemi. Un'altra unità similare è operativa dalla fine del mese di settembre, mentre una terza unità dovrebbe essere avviata a novembre, ha precisato la Tokyo Electric Power (Tepco).
Attualmente, queste due unità assieme (A e C) dovrebbero permettere di trattare complessivamente 500 metri cubi di acqua contaminata al giorno per estrarne 62 dei 63 elementi radioattivi presenti, dopo la decontaminazione effettuata a monte con un altro dispositivo del cesio 134 e 137. Una volta bonificato con ALPS, il liquido risultante non contiene che del trizio, pur in quantità così elevata da non consentire che l'acqua venga riversata in mare.

SERVE AZIONE DRASTICA - L'Autorità di controllo nucleare giapponese ha richiesto una azione «coraggiosa e drastica» per far fronte al problema della fuoriuscita di acqua radioattiva dai serbatoi di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima. Il presidente dell'Autorità di controllo, Shunichi Tanaka, ha chiesto al direttore della Tepco, la società elettrica che gestisce l'impianto, di «non lesinare sforzi» per risolvere il problema. Secondo il presidente dell'Autorità di controllo, «la Tepco deve delineare un piano a lungo termine in grado di ridurre i danni» provocati dall'acqua radioattiva «senza risparmiare denaro». Il presidente dell'Authority giapponese ha chiesto anche che la Tepco «si sforzi ancor di più per ridurre i livelli di radioattività a Fukushima, così che gli operai della centrale possano lavorare in condizioni di maggiore sicurezza».
«La priorità - ha spiegato Tanaka - e' sapere esattamente se la Tepco può farcela o meno a risolvere questo problema». Centinaia di tonnellate di acqua, utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011, sono stoccate in serbatoi nei pressi della centrale, dai quali fuoriescono liquidi radioattivi che raggiungono direttamente l'Oceano Pacifico.

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