4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Giappone | Disastro di Fukushima

Fukushima, a un anno dall'Apocalisse la difficile ricostruzione

L'11/3/2011 un devastante tsunami colpì la costa nordorientale, sono stati difficili, pesanti, anche per l'incertezza prodotta dall'evoluzione del più duraturo dei danni collaterali del sisma/maremoto: l'incidente nucleare di Fukushima

FUKUSHIMA - Per il Giappone è stato un anno orribile. I dodici mesi seguiti al'11 marzo 2011, 14.45 locali, quando si produsse nel Pacifico un devastante terremoto con conseguente tsunami che spazzò via la costa nord-orientale nipponica, sono stati difficili, pesanti, anche per l'incertezza prodotta dall'evoluzione del più duraturo dei danni collaterali del sisma/maremoto: l'incidente nucleare di Fukushima.

Un disastro provocato dall'uomo? - I giapponesi hanno un'espressione che indica il loro atteggiamento di fronte alle situazioni che non possono essere controllate. «Shikata ga nai», non c'è nulla da fare, indica non la rassegnazione, ma la consapevolezza che ci sono forze più grandi che vanno al di là delle possibilità umane di indirizzare la catena degli eventi. Un fatalismo probabilmente forgiato proprio nell'esperienza della continua tensione tra uomo e natura in un paese tra i più instabili al mondo dal punto di vista geologico.
La risposta a eventi naturali devastanti, come s'è potuto vedere nell'anno trascorso, è di frenetica attività per ricostruire, rinnovare, tornare a vivere. Un discorso a parte vale per Fukushima, che resta il grande punto interrogativo sul futuro del Giappone stesso. Mentre il sisma/tsunami è stato certamente un disastro naturale, quello di Fukushima è stato un disastro provocato dall'uomo. La vecchia centrale s'è dimostrata mal progettata rispetto al rischio di tsunami e le procedure si sono dimostrate inadeguate. La mancanza di comunicazione tra il governo e la Tokyo denryoku (Tepco), operatore della centrale, ha contribuito probabilmente a creare ulteriore confusione nei giorni del disastro.

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