16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Rapporto di Amnesty International

Afghanistan, mezzo milione persone vive nella miseria

Le rigide condizioni invernali nei campi intorno alla capitale Kabul hanno causato la morte di 28 bambini nel giro di un mese. Per il governo afgano, le persone morte di freddo in tutto il paese sono oltre 40

KABUL - In un nuovo rapporto sull'Afghanistan, diffuso oggi, Amnesty International denuncia la condizione di 500.000 persone abbandonate dal governo e dai donatori internazionali e che sopravvivono nella miseria e a rischio di morte in ripari di fortuna attorno alle città del Paese.
Le rigide condizioni invernali nei campi intorno alla capitale Kabul hanno causato la morte di 28 bambini nel giro di un mese. Per il governo afgano, le persone morte di freddo in tutto il paese sono oltre 40.

Mezzo milioni di sfollati - Il rapporto di Amnesty International, intitolato «In fuga dalla guerra, incontro alla miseria. La sofferenza dei profughi interni dell'Afghanistan», denuncia come l'escalation degli scontri armati abbia prodotto mezzo milione di sfollati e causi 400 nuovi sfollati al giorno. Nella sola Kabul vi sono 35.000 sfollati, distribuiti in 30 insediamenti informali.
«Migliaia di persone vivono al gelo, in luoghi sovraffollati e sull'orlo dell'inedia e il governo non solo non si occupa di loro ma impedisce anche che ricevano gli aiuti», ha dichiarato Horia Mosadiq, ricercatrice di Amnesty International sull'Afghanistan.
In tutto il Paese, le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie non possono portare gli aiuti in modo efficace agli sfollati, perchè è vietato fornire quelle forme di assistenza che potrebbero favorire la stabilizzazione degli insediamenti. Per esempio, invece di scavare pozzi permanenti, devono consegnare l'acqua per mezzo di taniche.