18 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
USA 2012 | Primarie repubblicane

Scintille al dibattito: bene Romney, Santorum nervoso

Tuttavia, al centro dell'attenzione e sotto fortissima pressione, Santorum non è riuscito ad assestare il colpo decisivo, concedendo la vittoria al rivale, scontando un certo nervosismo

NEW YORK - Sul palco del Mesa Arizona Center sono saliti in quattro: Mitt Romney, Rick Santorum, Ron Paul e Newt Gingrich. Si sono seduti uno accanto all'altro, in cattedra come professori per la lezione cruciale (o come studenti prima dell'esame finale). Si sono scrutati, scambiati accuse, parlati con la sicurezza di chi si conosce ormai a memoria (questo era il ventesimo dibattito, l'ultimo a cui partecipavano tutti prima del Super Tuesday, il 6 marzo, quando andranno al voto dieci stati) e con la tensione di chi non può permettersi passi falsi.

All'appuntamento cruciale l'ex Senatore non assesta il KO - Nonostante gli sforzi di Paul, che reclamava spazio, e dell'ex speaker della Camera, che ha cercato più volte di spostare il bersaglio sul presidente Barack Obama soprattutto sulla politica estera («in termini di sicurezza nazionale, è il presidente più pericoloso della storia americana», ha detto), si è trattato di uno scontro a due, tra l'ex governatore del Massachusetts e un arrembante Rick Santorum, un avversario «diesel», partito in sordina e che sta man mano acquistando slancio e credibilità. Tuttavia, al centro dell'attenzione e sotto fortissima pressione, Santorum non è riuscito ad assestare il colpo decisivo, concedendo la vittoria al rivale, scontando un certo nervosismo.