14 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Domenica la Spagna al voto

Rajoy: non taglierò pensioni, il resto si vedrà...

Il candidato Premier conservatore spagnolo a El Pais: «Conta far rispettare le leggi, non cambiarle. Aiuti e lavoro, così guarirò il paese». PP superfavorito ma senza smalto, PSOE in crisi

MADRID - «La priorità è mantenere il potere d'acquisto delle pensioni, poi per il resto delle voci di bilancio si vedrà»: lo ha affermato il candidato premier conservatore spagnolo, Mariano Rajoy, intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais a tre giorni dal voto in cui è largamente favorito.
«Può essere che si debbano fare meno opere pubbliche, o dare priorità a quelle già in corso; si dovranno sopprimere molti enti autonomi, tagliare dove è possibile», ha avvertito Rajoy, che non ha peraltro dato alcun dettaglio specifico in linea con un programma elettorale piuttosto vago: «L'importante è che per i prossimi anni si faccia uno sforzo per lottare contro l'evasione fiscale, l'economia sommersa e le frodi nel sussidio di disoccupazione: a volte la questione non è tanto quella di cambiare le leggi, quanto farle rispettare».

Aiuti e lavoro, così guarirò il paese - In caso di (probabile) vittoria del Partito popolare alle prossime legislative in Spagna, il nuovo governo «considererà prioritario rispettare gli impegni assunti a Bruxelles». A spiegarlo è il leader del Partito Popolare, Mariano Rajoy, che sarà chiamato a formare il nuovo esecutivo spagnolo in caso di successo alle elezioni. In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica, Rajoy ha confermato la sua intenzione di non aumentare le tasse. «Il punto chiave per la Spagna è creare attività economica, tutto il resto dipende da questo», ha commentato.
Quanto alla legge sull'aborto, che tanto fa discutere in Spagna, Rajoy ha precisato che non intende «abolirla né cambiarla completamente. Però ritengo che ci siano due o tre cose da cambiare e questa è una cosa che ho ben chiara da tempo», ha aggiunto.

PP superfavorito ma senza smalto, PSOE in crisi - Sarà più una sconfitta del Psoe, che secondo i sondaggi dovrebbe finire ai minimi storici con un 'misero' 30%, che un'autentica vittoria politica del Partido popular (Pp) di Mariano Rajoy, che pure dovrebbe ottenere la maggioranza assoluta dei deputati con circa il 45% dei suffragi e 190 deputati: le elezioni di domenica in Spagna arrivano in un clima di sfiducia collettiva e di enorme difficoltà economica, eredità del secondo mandato del premier socialista José Luis Zapatero.
E anche se in concreto il Pp andrà al governo, il grande vincitore in termini sociali sarà l'astensione, che secondo alcuni sondaggi potrebbe toccare addirittura il 40% (con punte dell'80% in alcuni quartieri di Madrid, Siviglia e Barcellona), danneggiando soprattutto i socialisti. Il malcontento e la critica verso i partiti e la classe politica nel suo insieme, che ha preso forma negli ultimi mesi nelle proteste di piazza del movimento degli 'indignados', dovrebbe premiare anche i partiti minori, fra cui il principale è Izquierda Unida (Iu): la formazione di sinistra secondo i sondaggi dovrebbe guadagnare fra i 5 e i 6 seggi, arrivando a 8 deputati e diventando la quarta forza politica del paese dopo i nazionalisti catalani moderati di Convergencia i Uniò (CiU), previsti anch'essi in crescita a 13 seggi.
Negli ultimi mesi (e anni) Rajoy ha dovuto soltanto aspettare pazientemente e capitalizzare la rendita provocata dal crollo di popolarità di Zapatero e del Psoe, incapaci di contenere la pesantissima crisi che ha spinto la disoccupazione oltre il 20%.
Il leader del Pp «ha cercato di dare un'immagine di moderazione», spiega a TMNews Jordi Vaquer, direttore del think tank di Barcellona Cidob, «ha lanciato ammiccamenti e qualche messaggio di apertura» ai nazionalisti moderati catalani e anche al Psoe per affrontare, se non proprio insieme, almeno in un clima non conflittuale il momento difficile. E sui temi sociali è stato ambiguo, giungendo perfino a rinfacciare ai socialisti di aver ridotto i servizi ai cittadini, con un discorso molto attento a non agitare il fantasma di nuovi sacrifici.