8 aprile 2020
Aggiornato 18:00
XXVI Giornata mondiale della Gioventù

Il Papa ai giovani: «Non esiste la Libertà senza Dio»

L'appello del Pontefice: «Non seguite coloro che si credono degli dei. Preoccupa la precarietà del lavoro per i giovani»

MADRID - «Ci sono molti che, credendosi degli dei, pensano di non aver bisogno di radici, né di fondamenti che non siano essi stessi». Ma «la vita autentica è quella che sempre vale la pena di vivere, in ogni circostanza, e che neppure la morte può distruggere». E' questo l'invito che il Papa ha rivolto a migliaia di giovani radunati in piazza Cibeles, a Madrid, in occasione della festa di accoglienza dei giovani per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù.
Ai giovani il Papa ha chiesto di mostrare «ai coetanei e a tutta l'umanità» una «alternativa valida a tanti che si sono lasciati andare nella vita, perché le fondamenta della propria esistenza erano inconsistenti. A tanti che si accontentano di seguire le correnti di moda - ha sottolineato il Pontefice - si rifugiano nell'interesse immediato, dimenticando la giustizia vera, o si rifugiano nelle proprie opinioni invece di cercare la verità senza aggettivi».
Il Papa ha messo anche in guardia da tanti giovani che «desidererebbero decidere solo da sé ciò che è verità o no, ciò che è bene o male, giusto e ingiusto; decidere chi è degno di vivere o può essere sacrificato sull'altare di altre prospettive; fare in ogni istante un passo a caso, senza una rotta prefissata, facendosi guidare dall'impulso del momento. Queste tentazioni - ha concluso - sono sempre in agguato. È importante non soccombere ad esse, perché, in realtà, conducono a qualcosa di evanescente, come un'esistenza senza orizzonti, una libertà senza Dio».

Il Papa saluta i giovani italiani: «Testimoniate la vitalità della Chiesa» - Il Papa saluta i pellegrini italiani e scoppia un boato. A Madrid, infatti, per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, gli italiani sono la delegazione più numerosa, con quasi 90mila giovani.
«Cari giovani italiani vi saluto con grande affetto - ha detto il Papa nel suo primo incontro con i giovani a Madrid, in piazza Cibeles - e mi rallegro per la vostra partecipazione numerosa, animata dalla gioia della fede. Vivete queste giornate con spirito di intensa preghiera e di fraternità, testimoniando la vitalità della Chiesa in Italia, delle parrocchie, delle associazioni, dei movimenti». Salutando i pellegrini francesi, invece, Ratzinger ha ribadito: «La Chiesa ha bisogno di voi e voi avete bisogno della Chiesa».

«Cristo non è un'ideologia o uno slogan, ma la Verità» - «La verità non è un'idea, un'ideologia o uno slogan, ma una Persona, il Cristo».
«E' una gioia immensa incontrarmi qui con voi, nel centro di questa bella città di Madrid», ha esordito Benedetto XVI definendola «capitale dei giovani del mondo e dove tutta la Chiesa volge i suoi occhi». In questa giornata, grazie alla presenza di centinaia di migliaia di papaboys, «il nome di Cristo risuonerà in ogni angolo di questa illustre città. Preghiamo - ha concluso il Papa - perché il suo messaggio di speranza e amore abbia eco anche nel cuore di quelli che non credono o si sono allontanati dalla Chiesa».

Alla Puerta Alcalà il sindaco gli consegna le chiavi di Madrid - Benedetto XVI è arrivato alla Puerta de Alcalà in Plaza de la Independencia a Madrid, accolto da migliaia di giovani festanti riuniti nella capitale spagnola.
Benedetto XVI ha lasciato la Nunziatura apostolica a bordo della Papa-mobile e ha attraversato il cuore della città tra due ali di folla. Alla Puerta de Alcalà, Ratzinger è stato accolto dal sindaco di Madrid, Alberto Ruiz-Gallardon che, simbolicamente, gli ha consegnato le chiavi della città. Successivamente, accompagnato da una delegazione di giovani in rappresentanza di tutti i continenti e dal cardinale di Madrid, è passato sotto l'arco centrale della grande porta e ha piantato simbolicamente un ulivo, in riferimento al tema della Gmg: Radicati in Cristo, saldi nella fede. Una immagine, questa, che richiama alla memoria quella di Giovanni Paolo II che, dando la mano a cinque giovani, passò sotto la grande porta allestita a Tor Vergata nel 2000.

Veloce stretta di mano tra Zapatero e il Papa - Veloce stretta di mano tra il premier Josè Rodriguez Zapatero e i Papa, Benedetto XVI, all'aeroporto internazionale di Madrid Barajas, dove Ratzinger è giunto per iniziare una visita di quattro giorni in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
Zapatero, giunto a sorpresa all'aeroporto (non era infatti previsto nel cerimoniale e non è stato nemmeno indicato alla conferenza stampa di questa mattina organizzata dal comitato della Gmg), ha stretto la mano al Pontefice senza nessuno inchino e pochi scambio di battute.

Oltre 600mila giovani per l'incontro con il Papa - Sono oltre 600mila i giovani che affollano piazza Cibeles e tutta l'area intorno, nel cuore di Madrid, per l'incontro con Papa Benedetto XVI, giunto questa mattina in terra spagnola per una visita di quattro giorni in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Sono i dati, provvisori, forniti dal comitato organizzatore della Gmg.
Migliaia di bandiere in rappresentanza di 190 paesi del mondo sventolano nell'aria per l'abbraccio di Ratzinger con i giovani.

Venti km in papamobile tra due ali di folla - Una ventina di chilometri a bordo della papamobile e migliaia di pellegrini lungo il tragitto dall'aeroporto internazionale di Madrid Barajas e la nunziatura apostolica: così la capitale spagnola ha salutato e accolto il Papa, appena arrivato a Madrid per una visita di quattro giorni.
Lungo tutto il tragitto Benedetto XVI è stato salutato da applausi, striscioni, cori e coriandoli. Ratzinger è ora arrivato alla nunziatura, dove è previsto il pranzo e poi il riposo. Nel pomeriggio, alle 19, secondo appuntamento della giornata, quello con i giovani, a piazza Cibeles, per l'apertura della Giornata Mondiale della Gioventù.

Benedetto XVI: «Non mancano in Spagna motivi di preoccupazione» - Non mancano in Spagna «motivi di preoccupazione» ma è «maggiore l'ansia degli spagnoli di superarli con il dinamismo che li caratterizza e al quale tanto contribuiscono le sue profonde radici cristiane, molto feconde nel corso dei secoli». Appena atterrato a Madrid, il Papa non cita esplicitamente la situazione economica e sociale che vive il Paese spagnolo, ma il riferimento è chiaro e l'invito è a superare il momento difficile.
Benedetto XVI è arrivato a Madrid, all'aeroporto internazionale Barajas, per partecipare alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, che si è ufficialmente aperta martedì alla presenza di quasi mezzo milione di giovani.
Durante la cerimonia di accoglienza all'aeroporto, Ratzinger ha voluto ringraziare i reali spagnoli «per le indimenticabili dimostrazioni di simpatia ricevute nei precedenti viaggi in Spagna». Madrid, ha aggiunto il pontefice, «è una grande città cosmopolita e sempre con le porte aperte». La Spagna, «Paese ricco di storia e cultura» si contraddistingue, ha aggiunto il Papa, per «la vitalità della propria fede, che ha portato frutto in tanti santi sante in tutte le epoche».

«Imperano consumismo-edonismo, e si banalizza la sessualità» - Nel mondo di oggi imperano «la superficialità, il consumismo e l'edonismo» e si tenta di «banalizzare la sessualità». E' un messaggio forte e chiaro, di condanna, quello lanciato da Benedetto XVI nel suo primo discorso appena arrivato all'aeroporto internazionale di Madrid Barajas.
Di fronte «alle sfide del mondo nel quale vivono» i giovani «vedono la superficialità, il consumismo e l'edonismo imperanti, tanta banalizzazione nel vivere la sessualità, tanta mancanza di solidarietà, tanta corruzione. E sanno - aggiunge il Pontefice - che senza Dio sarebbe arduo affrontare queste sfide ed essere veramente felici, mettendo tutto il loro entusiasmo nel conseguimento di una vita autentica».
Benedetto XVI invita dunque i giovani a «costruire una società dove si rispetti la dignità umana e la reale fraternità». «La Giornata Mondiale della Gioventù - sottolinea Ratzinger - ci porta un messaggi di speranza, come una brezza di aria pura e giovanile, con soffio rinnovatore che ci riempie di fiducia di fronte al domani della Chiesa e del mondo».

«Preoccupa la precarietà del lavoro per i giovani» - Nel mondo di oggi «non mancano difficoltà». Ci sono «scontri anche con spargimento di sangue», attentati «all'altissimo valore della persona umana», non sempre «si rispetta l'ambiente e la natura». I giovani «guardano con preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro degno». Altri «hanno bisogno di essere messi in guardia per non cadere nella rete della droga». Il Papa parla a 360 gradi nel suo primo discorso ufficiale in terra spagnola, dove si trova per partecipare alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, e tocca i temi più caldi.
«Sussistono tensioni e scontri aperti in tanti luoghi del mondo - dice Joseph Ratzinger - anche con spargimento di sangue. La giustizia e l'altissimo valore della persona umana si sottomettono facilmente a interessi egoisti, materiali e ideologici. Non sempre si rispetta, come si deve l'ambiente e a natura, che Dio ha creato con tanto amore».
Nelle preoccupazioni di Papa Benedetto XVI ci sono anche le condizioni di precarietà lavorativa per molti giovani, la droga, le persecuzioni dei cristiani. «Molti giovani - afferma - guardano con preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro degno, o perché l'hanno perduto o perché precario e insicuro. Altri hanno bisogno di essere messi in guardia per non cadere nella rete della droga, o di avere un'assistenza efficace, se, purtroppo, vi fossero caduti. Non pochi, a causa della loro fede in Cristo, soffrono in se stessi la discriminazione, che arriva al disprezzo e alla persecuzione aperta od occulta che patiscono in determinate regioni e paesi.
Li si perseguita volendo allontanarli da Lui, privandoli dei segni della sua presenza nella vita pubblica, e mettendo a tacere perfino il suo santo Nome».
E' pronta e immediata la risposta del Papa: «Invece io mi accingo a dire ai giovani, con tutta la forza del mio cuore: che niente e nessuno vi tolga la pace; non vergognatevi del Signore. Egli non ha avuto riserve nel farsi uno come noi e sperimentare le nostre angustie per portarle a Dio, e così ci ha salvato».

Il re Juan Carlos, zoppicante, accoglie il Papa a Madrid - Esecuzione degli inni, picchetto d'onore: il Papa viene accolto così all'aeroporto internazionale di Barajas, a Madrid, dove è appena atterrato per una visita di quattro giorni in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
Ad accoglierlo ci sono i reali: Juan Carlos, zoppicante, si regge con un bastone. La regina Sofia, con un elegante tailleur color perla, si è leggermente inchinata per salutare il Pontefice. Poi, il re tiene un discorso di benvenuto e il Papa pronuncia il suo primo discorso in terra spagnola.
Alcuni bambini, con indosso la tipica uniforme delle Guardie Svizzere, hanno dato il loro simpatico benvenuto al Pontefice.
Al termine della cerimonia di benvenuto, Benedetto XVI si intrattiene con i reali per qualche istante nella sala d'onore del Padiglione di Stato dell'aeroporto.

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