26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Giornata Mondiale della Gioventù

Il Papa lascia Madrid, una folla oceanica di papaboys per l'evento

Benedetto XVI: «Non abbiate paura di mondo e futuro». Arrivederci a Rio nel 2013

MADRID - «Non abbiate paura del mondo e del futuro»: è questo lo slogan che resterà impresso nella mente dei due milioni di giovani che hanno partecipato alla veglia di preghiera a Cuatro Vientos e alla messa conclusiva della Giornata Mondiale della Gioventù. Cala il sipario sulla visita di Benedetto XVI in Spagna; arrivederci a Rio de Janeiro nel 2013.
Visita di quattro giorni del Papa nella terra spagnola e abbraccio oceanico ai giovani venuti da 193 paesi di tutto il mondo. Obiettivo raggiunto: due milioni di pellegrini. Il più grande evento della storia in Spagna, e probabilmente in tutta Europa.

Benedetto XVI è arrivato nella capitale giovedì mattina: in serata il primo appuntamento con i giovani nel segno della festa; sfilano le bandiere di tutto il mondo, i cinque continenti si ritrovano nel nome della fraternità e della condivisione. Madrid diventa la capitale della fede. A poche centinaia di metri sfilano gli indignados: la Gmg non si paga con i nostri soldi, gridano. Poi inizia il dialogo cattolici e laici.

Venerdì è la giornata degli incontri ufficiali: prima la visita ai reali, poi mano tesa al premier Luis Rodriguez Zapatero. «Incontro cordiale con spunti di discussione su crisi, Medio Oriente e Africa», riferirà successivamente padre Lombardi.

La veglia con i giovani a Cuatro Vientos è il momento culminante della Gmg. I pellegrini camminano per ore prima di accaparrarsi un posto nell'immensa spianata di 10 chilometri. Dopo l'arrivo del Papa, però, un nubifragio si abbatte sulla zona: forte raffiche di vento e pioggia costringono Benedetto XVI a interrompere il discorso, che non pronuncia. Il temporale provoca la caduta di alcuni tendoni allestiti per l'adorazione notturna: ci sono 7 feriti, di cui 2 gravi. Il Papa termina la veglia dispiaciuto soprattutto per i ragazzi che non hanno potuto godere al meglio della presenza del Pontefice. All'adorazione cala il silenzio: la notte passa comunque tra preghiere e sonno per chi riesce a recuperare le forze.

Ieri mattina, poi, la messa conclusiva. Ma il nubifragio ha provocato danni alle cappelle dell'adorazione. E' difficile poter distribuire la comunione, non è possibile cambiare programma nel giro di così poco tempo. Altro «colpo» per i pellegrini.

La festa si conclude con l'annuncio del Papa: «La prossima Gmg si terrà nel 2013, a Rio de Janeiro». I giovani di Madrid passano le consegne ai loro amici brasiliani, che prendono anche la croce della Gmg che ora comincerà il suo pellegrinaggio in Sud America.

Prova superata dunque per Madrid e la Spagna? Più che altro obiettivo raggiunto sulle cifre: due milioni di giovani era esattamente il numero che il cardinale Rouco Varela aveva annunciato già nel 2008, a Sydney. Ma l'organizzazione ha vacillato su numerosi aspetti, come quella della distribuzione dell'acqua, della mancata comunione e del nubifragio di sabato sera. Probabilmente strutture più robuste avrebbero assicurato la comunione alle persone ed evitato i feriti. Così come maggiore distribuzione di acqua sarebbe stata più utile ai pellegrini.