18 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Giornata Mondiale della Gioventù

Una marcia laica nel centro di Madrid «contro lo spreco»

Il 17 agosto in coincidenza con la visita del Pontefice nella capitale spagnola

MADRID - Non solo fedeli: si prevedono anche proteste a Madrid per la presenza di papa Benedetto XVI e le Giornate mondiali della Gioventù. I pellegrini, scrive oggi il quotidiano El Pais, dovranno condividere il centro della capitale con i manifestanti che ritengono la visita papale uno spreco di denaro pubblico in tempo di crisi. Così una manifestazione laica il 17 agosto partirà da piazza Tirso de Molina con lo slogan «De mis impuestos, al Papa cero» (Non un soldo delle mie tasse al Papa).

E la manifestazione non piace per niente alla Conferenza episcopale spagnola: il segretario generale della CEE Juan Antonio Martínez Camino parla di «parassiti» che «approfittano» della presenza del Papa. Quanto ai costi delle Giornate, calcolati in 50 milioni di euro, «non sono sprechi, sono spese necessarie di grande austerità. E si tratta di un'occasione unica per fare a Madrid una campagna di marketing senza prezzo».

La marcia laica ha avuto ieri l'accordo delle autorità dopo un lungo dibattito sull'itinerario e numerose polemiche fra le varie parti politiche, con l'opposizione del Partido Popular che contestava l'intenzione del governo di autorizzarla. Gli organizzatori (Europa Laica, l'Associazione madrilena degli Atei e Liberi Pensatori, o AMAL, e Reti Cristiane) insistono poi che non protestano contro la presenza del Papa ma per il costo che ricade sulle casse dello Stato e delle amministrazioni locali, «in una società con 5 milioni di disoccupati», dove le proteste degli 'indignados' hanno fatto scalpore. Tuttavia in una lettera alle autorità, gli stessi organizzatori avvertono che il viaggio papale «come è prevedibile lancerà una volta di più messaggi contro i diritti democratici» come il diritto all'aborto e il matrimonio gay in vigore in Spagna.

Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, dice El Pais, ha dichiarato che «ognuno può esprimere liberamente le sue opinioni» e che il Vaticano «non è particolarmente preoccupato».