30 agosto 2025
Aggiornato 04:30
Esteri | Crisi libica

Gheddafi lascia se il figlio potrà candidarsi alle elezioni

Tripoli riferisce di contatti in corso con i ribelli da due mesi

TRIPOLI - A fronte di una situazione di stallo sul terreno, si moltiplicano le notizie su contatti in corso su diversi fronti per arrivare a una soluzione politica del conflitto in Libia. Il regime di Tripoli ha riferito di trattative avviate con i ribelli di Bengasi da oltre due mesi, mentre Mosca ha fatto sapere che Muammar Gheddafi sarebbe pronto a lasciare la guida della Libia a condizione che il figlio Saif al Islam possa candidarsi alle prossime elezioni. Intanto, il presidente sudafricano Jacob Zuma ha invitato i ribelli ad avviare «urgentemente» i negoziati di pace sulla base dell'accordo quadro proposto nei giorni scorsi dall'Unione Africana, già respinto dal Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt).

Il governo libico ha fatto sapere che i colloqui si sono tenuti con singole personalità del Cnt, piuttosto che con l'intero organismo, con alcuni leader tribali e membri del Fratelli musulmani. Le trattative hanno fatto segnare progressi «in alcune aree», ha sottolineato il vice ministro degli Esteri libico, Khaled Kaaim, ma è mancata l'auspicata svolta a causa dell'opposizione di alcuni Paesi Nato. «Alcuni stati membri dell'Alleanza non sostengono i colloqui tra il governo e i ribelli - ha denunciato - questa è la ragione per cui ci sono stati dei ritardi nell'esito dei negoziati».

Intanto, all'indomani del vertice Russia-Nato, una fonte governativa russa ha fatto sapere che «il colonnello sta inviando segnali sul fatto che è pronto a lasciare il potere in cambio di garanzie di sicurezza e sono pronti a dargliele». La fonte ha indicato quindi nella Francia il Paese disposto a scongelare i conti della famiglia Gheddafi e a salvare il colonnello dalla Corte penale internazionale dell'Aia (Cpi). La corte ha spiccato un mandato di arresto contro il leader libico, il figlio Saif e il capo dell'intelligence libica Abdullah al Senussi per crimini di guerra. Già nei giorni scorsi, il figlio di Gheddafi aveva riferito di un accordo offerto «sottobanco» dalla Nato al regime, che prevederebbe la revoca del mandato di arresto della Cpi. Tuttavia, ha precisato la fonte, la «condizione chiave» posta dal colonnello per la sua uscita di scena dalla Libia è che il figlio Saif possa correre alle prossime elezioni.