14 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Per Mladic forse già oggi l'estradizione all'Aia

L'ex Generale: «Con Srebrenica non c'entro nulla». Secondo la moglie avrebbe avuto tre ictus durante la sua latitanza

BELGRADO - Potrebbe avvenire già oggi o domani l'estradizione verso l'Aia dell'ex capo militare dei serbi di Bosnia, Ratko Mladic, nonostante il suo avvocato difensore continui a sostenere la tesi delle gravi condizioni di salute dell'ex generale.
Interrogato, Mladic ha detto di «non avere nulla a che fare» con il massacro del 1995 di circa 8.000 musulmani a Srebrenica da parte delle forze serbe in Bosnia, che all'epoca comandava. Lo ha riferito alla stampa il figlio Darko, dopo un colloquio con il padre in prigione. Secondo il racconto di Darko Mladic, il padre gli avrebbe confermato che al tempo diede ordine «di evacuare i feriti, le donne e i bambini, e poi anche i combattenti» di Srebrenica. L'ex capo delle truppe serbe di Bosnia ha infine ipotizzato che il massacro sarebbe stato «compiuto alle sue spalle».

Intanto diverse migliaia di persone si sono riunite a Belgrado ieri sera per la manifestazione di protesta contro «il tradimento» dell'ex generale serbo bosniaco arrestato il 26 maggio.

Da parte sua, in una delle sue rare dichiarazioni pubbliche, la moglie di Mladic, Bosiljka, ha detto che l'ex generale «si è scusato con la famiglia per tutto ciò che ha vissuto per colpa sua. Si è scusato più volte». Secondo la moglie, l'ex generale avrebbe avuto tre ictus durante la sua latitanza. Dal 2008, «non ha alcuna percezione della parte destra del corpo», ha spiegato. E le sue condizioni sarebbero aggravate anche da problemi psichici. Secondo il suo legale, Milos Saljic, nel loro ultimo colloquio «ha chiesto ripetutamente di potersi recare sulla tomba della figlia, minacciando in caso contrario di andare all'Aia a piedi».
Per Saljic, insomma, le condizioni del suo assistito non consentirebbero l'estradizione al Tribunale penale internazionale.