7 dicembre 2019
Aggiornato 20:30

«Non ho nulla a che fare con il massacro di Srebrenica»

L'ex capo militare potrebbe essere trasferito all'Aia domani o martedì

BELGRADO - L'ex capo militare dei serbi di Bosnia, Ratko Mladic, ha detto di «non avere nulla a che fare» con il massacro di Srebrenica del 1995. Lo ha riferito alla stampa il figlio di Mladic, Darko.
«Ha dichiarato che non ha avuto nulla a che fare» con il massacro di circa 8.000 musulmani a Srebrenica da parte delle forze serbe in Bosnia, che all'epoca comandava, ha sottolineato il figlio dell'ex generale all'uscita dell'unità di detenzione del tribunale serbo per i crimini di guerra, dove ha avuto un colloquio con il padre. Secondo il racconto di Darko Mladic, il padre gli avrebbe confermato che al tempo diede ordine «di evacuare i feriti, le donne e i bambini, e poi anche i combattenti» di Srebrenica. L'ex capo delle truppe serbe di Bosnia ha infine ipotizzato che il massacro sarebbe stato «compiuto alle sue spalle».

Intanto Mladic, potrebbe essere trasferito all'Aia domani o martedì, secondo quanto ha precisato il giudice Mehmet Guney, citato dall'agenzia Anatolia. Le autorità giudiziarie serbe hanno già autorizzato il suo trasferimento davanti al Tribunale penale internazionale (Tpi), respingendo la tesi dell'impossibilità per gravi motivi di salute.
«Mladic potrebbe arrivare lunedì o martedì. In applicazione del diritto internazionale, sarà presentato immediatamente davanti al giudice», ha spiegato Guney, che occupa le funzioni di assistente del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia al'Aia. Il giudice ha precisato che Ratko Mladic sarà trasferito comunque dopo il completamento delle pratiche amministrative e finanziarie legate al suo trasferimento. «Il processo dovrebbe durare da un anno e mezzo a due», ha aggiunto Guney.
«A un certo momento, si è scusato con noi per tutto ciò che abbiamo vissuto per colpa sua. Si è scusato più volte. Ieri e prima di ieri», ha detto la moglie Bosiljka al quotidiano serbo Vecernje Novosti in una delle sue rare dichiarazioni pubbliche.