15 luglio 2020
Aggiornato 07:30
Marea nera

Il pesce del Golfo del Messico è «pulitissimo»

Gli americani diffidano dei risultati dei test effettuati dal sito Daily Beast. L'incidente Bp danneggia i pescatori

NEW YORK - Il sito del Daily Beast ha testato il pesce del Golfo del Messico alla ricerca di tracce di petrolio o di sostanze chimiche per la dispersione del greggio. Sorprendentemente i pesci che in questo mesi hanno vissuto nelle pericolose acque della marea nera, sarebbero «pulitissimi».
Dopo un esito del genere, i pescatori della zona avrebbero dovuto gioire ma l'umore nella regione colpita dalla fuoriuscita di petrolio innescata dall'esplosione della piattaforma Bp lo scorso 20 aprile non è dei migliori. Gli americani infatti continuano ad evitare il pesce del Golfo, aggravando la situazione di un'area la cui economia ha subito un fortissimo colpo.

Il sito ha condotto una ricerca indipendente per tracce di petrolio e sostanze disperdenti sul «red grouper» (pesce appartenente alla famiglia delle cernie), sul gambero gigante e sui granchi del Golfo. Per ottenere dei valori più precisi si sono paragonati quelli ottenuti nel Golfo con i risultati di test analoghi condotti su esemplari provenienti dall'oceano Atlantico. Si in quello dell'Atlantico che in quelli del Golfo le tracce di petrolio o altre sostanze erano molto al di sotto dei livelli di tossicità evidenziati dalle autorità federali.
I risultati ottenuti sono in linea con quanto detto dalla Food and Drug Administration, ente che si occupa della sicurezza di alimenti e medicinali negli Stati Uniti, e dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, ente che gestisce la spazio marino e aereo, che avevano garantito la sicurezza alimentare del pesce della zona del Golfo.

Prima dell'incidente alla piattaforma Bp, Deepwater Horizon, l'industria dei gamberi generava un fatturato pari a 1,3 miliardi di dollari e forniva lavoro a circa 14,000 persone nella sola Louisiana. Ora che secondo un sondaggio dell' Associated Press-Gfk, il 54 per cento degli americani non considera sicuro il pesce del Golfo, le richieste sono diminuite drasticamente. Meno di un quarto dei pescherecci della Louisiana hanno ripreso l'attività e più di 132.000 chilometri quadrati del Golfo, circa il 22 per cento, rimangono tutt'ora chiusi alla pesca commerciale e ricreativa.