8 aprile 2020
Aggiornato 17:30
6 mesi dopo il sisma

Haiti, Unicef: situazione ancora critica

Spadafora: «Sono 800.000 i bambini che necessitano di aiuto»

ROMA - A sei mesi dal più forte terremoto che ha colpito Haiti negli ultimi 200 anni, le sfide per rispondere alle necessità e ai bisogni di oltre 800.000 bambini e delle loro famiglie rimangono aperte. E' la denuncia fatta oggi dall'Unicef. «La situazione ad Haiti è ancora critica. C'è ancora molto da fare e l'Unicef è in prima linea a fianco dei bimbi haitiani», ha detto il Presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora.

«Oltre ai fatti e alle cifre sulle perdite e sui danni causati dal terremoto, ci colpisce soprattutto ciò che i bambini haitiani raccontano del terremoto ai nostri operatori, parlando «de le grand serpent», di un grande serpente che strisciava rabbiosamente sotto la terra, scuotendo le loro case e le loro scuole fino a ridurle in polvere», aggiunge Spadafora in un comunicato.

In un paese già fragile, il terremoto ha lasciato un bilancio di oltre 220.000 morti e oltre 300.000 feriti. Circa due milioni di persone non hanno più una casa e 1,6 milioni di persone continuano a vivere in campi sovraffollati. Le infrastrutture del paese, già deboli, sono state devastate, con il 60% degli edifici governativi distrutti e oltre 180.000 case dichiarate inagibili. «Il terremoto ad Haiti è stato un disastro per i bambini, e non è ancora finita - ha aggiunto Anthony Lake, Direttore generale dell'Unicef - l'Unicef e i suoi partner stanno lavorando duramente ogni giorno per salvare vite umane e per aiutare i bambini ad avere un futuro».

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