6 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Marea nera

Nuova visita di Obama nel golfo del Messico

Quarto sopralluogo del presidente USA: sarà in Alabama, Mississippi, Florida. Primo viaggio tra le acque inquinate

NEW YORK - Il presidente americano Barack Obama è arrivato oggi a Gulfport, in Mississipi, prima tappa di un viaggio di due giorni nelle regioni del Golfo del Messico colpite dalla marea nera. E' la quarta volta che Obama si reca in queste zone dall'esplosione il 20 aprile della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, causa del disastro ambientale.

Il presidente, che è stato accolto all'aeroporto dal governatore del Mississippi Haley Barbour, visiterà anche l'Alabama e la Florida nel tentativo di valutare gli sforzi fin qui compiuti per contenere la marea. La settimana scorsa la visita di Obama si era limitata alla Louisiana. L'ammiraglio della Guardia costiera Thad Allen, responsabile federale delle operazioni di contenimento, farà a breve un rapporto a Obama sulla situazione. Dopo un incontro con gli abitanti della zona, il presidente affronterà le acque nere del Golfo per la prima volta, viaggiando su un traghetto da Dauphin Island a Fort Morgan, in Alabama. Con questa quarta visita e il viaggio annullato in Australia e Indonesia, che avrebbe dovuto tenersi questa settimana, Obama spera di spegnere le critiche di coloro che ritengono che non abbia fatto abbastanza finora per superare questa crisi.

Bp ha fino a mezzanotte (le 6 di domani in Italia) per presentare un nuovo piano alla Casa Bianca con cui intende contenere il petrolio fuoriuscito. Il gruppo britannico prevede di recuperare fino a 50.000 barili (8 milioni di litri) al giorno del greggio versato nel Golfo del Messico entro la fine di giugno. Al momento sarebbero 380 milioni i litri di petrolio dispersi nel Golfo e la calotta installata da Bp sulla falla riesce a contenerne la momento solo 2,4 milioni di litri.

Martedì sera Obama parlerà per la prima volta alla nazione dallo studio ovale, lo storico ufficio dei presidenti americani, e chiederà a Bp di creare un fondo gestito da una commissione indipendente per pagare a imprese e privati i danni provocati dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo. Mercoledì Obama incontrerà poi a Washington i vertici della compagnia britannica. La Bp sembra intenzionata a venire incontro alla richieste di Obama. A renderlo noto è stato il portavoce della Casa Bianca Bill Burton secondo cui il governo e i vertici della Bp stanno già «discutendo i dettagli», a cominciare dall'ammontare del fondo e da come verrà amministrato.

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