7 luglio 2020
Aggiornato 05:00
Il disastro ambientale

Obama in Louisiana per la marea nera

3 mesi per tappare la falla. British Petroleum: «Incidente per un pezzo difettoso, in 6-8 giorni cupola su pozzo»

NEW ORLEANS - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è arrivato in Louisiana per un sopralluogo di persona nell'area che rischia di restare contaminata dalla enorme chiazza di greggio fuoriuscita dalla piattaforma della Bp affondata lo scorso 22 aprile nel Golfo del Messico. Obama è stato accolto dal governatore della Louisiana Bobby Jindal all'aeroporto di New Orleans. Subito dopo il convoglio presidenziale si è diretto a Venice, a circa 120 km a sud est, per controllare da vicino la situazione.

Intanto le difficili condizioni meteorologiche, forte vento e mare mosso, stanno ostacolando le attività delle squadre di soccorso impegnate in mare per tentare di arginare la chiazza di petrolio, che ha ormai raggiunto le dimensioni di una grande isola come la Giamaica. E il rischio di una catastrofe ambientale lungo le coste della Lousiana si fa sempre più concreto, se è vero - come ha detto al programma «Meet the Press» sull'emittente NBC il ministro dell'Interno Mike Salazar - che ci vorranno tre mesi per chiudere tutte le falle.

Secondo quanto ha invece detto il presidente di Bp America, Lamar McKay, nel giro di sei-otto giorni una cupola d'acciaio preparata appositamente potrebbe essere collocata sopra le tre falle del pozzo, situato a una profondità di circa un chilometro e mezzo, da cui sta uscendo il petrolio. Intervenuto al programma «This Week», sull'emittente ABC, McKay ha difeso la sua compagnia - che gestiva la piattaforma - indicando che l'incidente è stato provocato da «da un pezzo difettoso dell'equipaggiamento». McKay ha anche affermato che potrebbe non essere corretta la stima secondo cui si starebbero riversando in mare 5.000 barili di greggio al giorno.