27 gennaio 2020
Aggiornato 15:30
Reazioni. Elezioni Afghanistan

Casa Bianca: «Karzai leader legittimo, Obama lo chiamerà»

Il presidente non commenta, nessun cambio su decisioni truppe

NEW YORK - A diverse ore dalla proclamazione ufficiale di Hamid Karzai alla presidenza dell'Afghanistan la Casa Bianca resta ancora fredda sulla vittoria elettorale e da Barack Obama non arriva ancora nessun commento. Il presidente americano prende tempo e rispondendo ai giornalisti dice che parlerà certamente della questione ma «nelle prossime settimane».

RISCHI «CREDIBILITÀ» - La freddezza di Washington è però evidente nelle parole dei suoi portavoce che parlano di un governo «legittimo» ma che chiariscono che la «credibilità» si costruisce con passi concreti e che si avvieranno ora «colloqui su argomenti difficili». Obama, che ha spinto per giorni perché si tenesse il secondo turno delle elezioni a Kabul, chiamerà a breve Karzai per discutere i prossimi passi.

LAVOREREMO CON KARZAI - «Ovviamente Karzai è il legittimo leader del Paese», ha detto il portavoce di Obama, Robert Gibbs, spiegando che i passi a cui guardare ora sono quelli che il governo afgano prenderà «per migliorare il governo e la società e contro la corruzione». «Continueremo a lavorare con il governo di Karzai per assicurare che gli Stati Uniti abbiano un partner credibile in Afghanistan, diverse decisioni devono essere prese», ha aggiunto Gibbs confermando che l'annuncio della vittoria non accelera le decisioni sui rinforzi, che arriveranno comunque «nelle prossime settimane».

STRATEGIA MILITARE - Obama sta da mesi rivedendo la strategia militare a Kabul e una decisione su un eventuale invio di altri soldati era attesa nei giorni immediatamente successivi al ballottaggio, che però è stato annullato a seguito del ritiro dello sfidante di Karzai, Abdullah Abdullah, che ha automaticamente confermato il presidente in carica alla guida del Paese. «Abdullah ha fatto le sue personali scelte rispetto a questa elezione», ha detto Gibbs, «probabilmente ci sono diverse ragioni per cui ha deciso di non gareggiare più».