27 maggio 2019
Aggiornato 15:00
Afghanistan | Elezioni presidenziali

Abdullah e Ghani si accordano per governo di unità

L'accordo fra i due rivali è stato concluso con la mediazione del Segretario di Stato americano John Kerry, giunto in visita a Kabul: «Ci siamo impegnati a lavorare insieme sulla base del nostro progetto comune per il futuro del Paese», ha dichiarato Abdullah nel corso di una conferenza stampa congiunta.

KABUL - I due candidati al ballottaggio delle presidenziali afgane, Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, hanno firmato un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale, dopo la designazione del nuovo Capo dello Stato che verrà decisa dal riconteggio dei voti attualmente in corso.

L'accordo fra i due rivali è stato concluso con la mediazione del Segretario di Stato americano John Kerry, giunto in visita a Kabul: «Ci siamo impegnati a lavorare insieme sulla base del nostro progetto comune per il futuro del Paese», ha dichiarato Abdullah nel corso di una conferenza stampa congiunta.

L'obbiettivo diplomatico statunitense è quello di vedere insediato il nuovo Capo dello Stato, chiunque egli sia, prima del vertice della Nato previsto nel prossimo settembre: al nuovo Presidente spetterà fra l'altro la ratifica dell'accordo di sicurezza bilaterale negoziato fra Kabul e Washington e che Hamid Karzai ha voluto lasciare al suo successore.

Al di là dell'instabilità politica provocata dal vuoto di potere la comunità internazionale teme inoltre che le polemiche inneschino delle tensioni interetniche, visto che Ghani e Abdullah sono sostenuti in buona parte rispettivamente dall'etnia pashtun e da quella tagika.

Per quel che riguarda il riconteggio, la Commissione elettorale ha deciso di adottare le raccomandazioni delle Nazioni Unite sulle procedure da seguire per decidere se un voto sia o meno da considerarsi fraudolento e quindi non valido; le divergenze fra i candidati riguardano infatti principalmente i criteri di invalidazione.

L'intesa raggiunta il 14 luglio scorso fra i candidati - che si accusano vicendevolmente di brogli su vasta scala - sempre con la mediazione di Kerry prevede il riconteggio di 23mila urne, con la partecipazione di osservatori internazionali.

In base ai risultati preliminari diffusi dalla Commissione all'inizio di luglio Ghani sarebbe in testa con un margine di circa un milione di preferenze, un risultato che rovescia sostanzialmente l'esito del primo turno e che Abdullah si è rifiutato di accettare.