24 maggio 2022
Aggiornato 01:30
Il peso delle sanzioni

Il rublo crolla del 30%, Mosca raddoppia i tassi d'interesse

L’effetto delle sanzioni europee ha scatenato la corsa agli sportelli in Russia dove i tassi dei mutui superano il 15%: a rischio fallimento Sberbank, fuga di capitali delle aziende di Stato

Il rublo crolla del 30%, Mosca raddoppia i tassi d'interesse
Il rublo crolla del 30%, Mosca raddoppia i tassi d'interesse Foto: Pixabay

MOSCA - Non è servito a molto il raddoppio del tasso di riferimento della banca centrale russa, una mossa ardita per arginare il crollo dei prezzi degli asset di Mosca dopo che i leader occidentali hanno deciso di tagliare di fatto l'istituto centrale fuori dai mercati globali. Il rublo è sceso vertiginosamente in nottata toccando sulle piazze offshore quota 117 per dollaro, meno 29% dalla chiusura di venerdì, per poi assestarsi poco sotto quota 100, con un calo di oltre 18%.

La banca centrale russa stamani ha aumentato il tasso di riferimento al 20% dal 9,5%, citando «un drastico mutamento delle condizioni esterne per l'economia russa». L'istituto ha anche vietato ai broker di Mosca di accettare ordini di vendita di asset russi da stranieri e il ministero delle Finanze ha disposto che l'80% dei ricavi in valuta degli esportatori venga messo in vendita sul mercato. Le sanzioni decise nella tarda serata di sabato dall'Occidente per l'invasione russa dell'Ucraina tolgono alla banca centrale la possibilità di difendere sui mercati gli asset russi, vietando la vendite delle sue ricche riserve in valuta, oltre 630 miliardi di dollari, sui mercati internazionali.

Con la banca centrale impossibilitata a stabilizzare la valuta e l'economia, da ieri comincia a serpeggiare il panico in Russia, dove nelle città si sono formate lunghe code agli atm. Il rialzo dei tassi deciso oggi secondo la banca centrale mira a «sostenere la stabilità finanziaria e dei prezzi e a proteggere i risparmi dei cittadini». La governatrice Elvira Nabiullina ha aggiunto nel pomeriggio che «la Banca di Russia assumerà tutte le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria e dei prezzi, supportare il settore finanziario russo il benessere dei cittadini e dell'economia in generale».

La più importante obbligazione russa in valuta, un bond da sette miliardi di dollari in scadenza nel 2047, ha perso metà del suo valore a 35 centesimi per dollaro, secondo Tradeweb. Gli investitori dicono che operare è estremamente difficile. «Se si vede un prezzo su uno schermo non è detto che sia attivo» ha spiegato un trader al Financial Times. «Non c'è nulla di certo in questo contesto. Non si tratta più di fondamentali, ma di questioni di compliance».

Oggi la borsa di Mosca non ha aperto, per decisione della banca centrale, ma sulle piazze internazionali le azioni della società legate alla Russia hanno subito contraccolpi durissimi: a Londra le depositary receipt della società russe come Sberbank, Lukoil e VTB, sono state regolarmente scambiate. Sberbank, la cui controllata europea secondo la Bce è «in stato di fallimento», ha perso il 75%, il gruppo TCS, controllante di Tinkoff, ha perso l'80%, Gazprom ha dimezzato il suo valore. Il London Stock Exchange ha annunciato che dal prossimo 25 maggio sospenderà gli scambi su VTB, se resterà nell'elenco statunitense delle società sanzionate.

E ancora, l'indice FTSE 100 è stato spinto al ribasso dalla perdite di società come russe come il produttore di oro Polymetal, meno 47%, e l'acciaieria Evraz, di proprietà degli oligarchi Roman Abramovich e Alexander Abramov, meno 28%.

A sottolineare la marginalizzazione della Russia sui mercati globali, ieri la Norvegia ha dichiarato che il suo fondo petrolifero da 1.300 miliardi di dollari, il più grande fondo sovrano del mondo, congelerà i suoi investimenti nelle attività russe e inizierà a disinvestire dal paese. La major petrolifera britannica BP ha preannunciato che venderà la partecipazione del 20% nella compagnia petrolifera statale russa Rosneft, in portafoglio dal 2013. Per ora si limita a deconsolidare i ricavi di Rosneft, mentre i suoi uomini nel board della società russa si sono dimessi.

Il rublo era già sotto pressione da giorni dopo l'invasione russa dell'Ucraina e le prime tornate di sanzioni europee ed Usa, ma nel weekend al morsa si è stretta ulteriormente, con il divieto alla banca centra di usare le sue riserve. Gli alleati occidentali hanno anche deciso di tagliare fuori dal sistema di pagamenti internazionale Swift alcune banche russe. Una misura a cui la banca centrale ha risposto promettendo di rimpiazzare Swift con il suo sistema financial messaging system (Fms) «all'interno della Russia e consentire la connessione con partecipanti esteri», come ha spiegato Nabiullina.

«In parole povere, la capacità della Russia di effettuare transazioni con qualsiasi istituto finanziario a livello globale sarà gravemente compromessa, perché la maggior parte delle banche internazionali in qualsiasi giurisdizione utilizza Swift», ha scritto George Saravelos, analista di Deutsche Bank, in una nota ai clienti, che ha aggiunto di aspettarsi che i mercati finanziari riflettano l'intensificarsi dei rischi per le forniture energetiche, indebolendo valute minori europee ed euro.

Inoltre «i mercati monetari potrebbero subire un certo deterioramento delle condizioni di finanziamento questa settimana a causa dell'impatto incerto di un congelamento degli asset sulla liquidità globale. Ci si aspetterebbe che la Banca centrale europea, la Fed e altre banche centrali intervengano per fornire un potente sostegno se necessario e non escluderemmo annunci tra le riunioni», ha affermato.

Venerdì, l'agenzia di rating S&P ha ridotto il rating del debito russo al livello di «junk» (spazzatura), sottolineando il rischio che l'assalto militare all'Ucraina possa rivelarsi ancora più dannoso per i mercati finanziari del Paese.