26 giugno 2022
Aggiornato 03:00
Politiche europee

«European Chips Act», come funziona il piano della Commissione europea per i semiconduttori

La Commissione punta ad attrarre investimenti per rafforzare le capacità di produzione, indispensabili per promuovere l'innovazione nel campo dei semiconduttori con nodi di processo avanzati ed efficienti sotto il profilo energetico

Il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen
Il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen Foto: Unione Europea

BRUXELLES - La Commissione europea ha proposto oggi a Bruxelles lo «European Chips Act», un pacchetto strategico di misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, la resilienza e la leadership tecnologica dell'Ue nelle tecnologie e nelle applicazioni dei semiconduttori.

Lo European Chips Act ("legge europea sui semiconduttori") sarà essenziale, secondo quanto spiega in una nota l'Esecutivo comunitario, «per rafforzare la competitività e la resilienza dell'Europa e per contribuire a realizzare la doppia transizione verde e digitale», e «consentirà all'Ue di realizzare la sua ambizione di raddoppiare la sua attuale quota di mercato nel settore, portandola al 20% nel 2030». Inoltre, l'Ue mira con queste misure a «garantire la propria fornitura di semiconduttori» e a «ridurre le sue dipendenze» in quest'area.

Il pacchetto prevede in sostanza il riorientamento a favore di iniziative per i semiconduttori di finanziamenti già previsti in diversi programmi Ue esistenti (circa 11 miliardi di euro, di cui circa 2,9 miliardi di «soldi freschi» ), combinati con fondi pubblici nazionali e investimenti privati (il totale previsto è di oltre 40 miliardi), per creare un «ecosistema» che favorisca il rafforzamento della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nel settore, la diffusione di semiconduttori avanzati, la creazione di linee pilota per la realizzazione di prototipi, la sperimentazione e i test di nuovi dispositivi per applicazioni innovative della vita reale, la formazione del personale.

La Commissione punta ad attrarre investimenti per rafforzare le capacità di produzione, indispensabili per promuovere l'innovazione nel campo dei semiconduttori con nodi di processo avanzati ed efficienti sotto il profilo energetico. Le evoluzioni tecnologiche dei semiconduttori, in particolare la riduzione delle dimensioni fino a pochi nanometri dei microchip, sarà essenziale ad esempio per incrementare notevolmente la potenza dei computer e l'efficienza energetica dei transistor, aumentando la durata delle batterie dei dispositivi elettronici.

Verranno promossi dei «Progetti importanti di interesse comune europeo» riguardanti i semiconduttori, ha annunciato la vicepresidente esecutiva della Commissione responsabile per la Concorrenza, Margrethe Vestager, sottolineando che con l'uso di questo strumento, già previsto dai Trattati Ue, non ci saranno forzature o aggiramenti delle regole esistenti e non ci sarà bisogno di nuove regole.

La Commissione propone anche un nuovo quadro per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento per l'economia dell'Ue nell'area dei semiconduttori, con uno strumento di sorveglianza della catena del valore che comprenderà la possibilità di ricorrere, come ultima risorsa in caso di crisi, a strumenti di emergenza come l'introduzione di un regime di controllo e autorizzazione delle esportazioni.

Il meccanismo, coordinato fra gli Stati membri e la Commissione, monitorerà la catena del valore dei semiconduttori raccogliendo informazioni chiave dalle imprese sull'approvvigionamento, per stimare la domanda, anticipare le carenze e individuare le strozzature e le debolezze principali. Questo consentirà all'Ue di effettuare una valutazione comune della crisi e di coordinare le azioni da intraprendere con i nuovi strumenti di emergenza.

I finanziamenti, spiega la Commissione, verranno innanzitutto dall'iniziativa «Chips for Europe», che metterà in comune risorse dell'Ue, degli Stati membri e dei paesi terzi associati ai programmi dell'Unione, nonché investimenti del settore privato, attraverso una «iniziativa congiunta» per i semiconduttori ("Chips Joint Undertaking") risultante dal riorientamento strategico delle attuali iniziative congiunte per tecnologie chiave digitali ("Key Digital Technologies Joint Undertaking").

Un Fondo per i semiconduttori faciliterà inoltre l'accesso ai finanziamenti per le start-up, per aiutarle a portare a maturazione le loro innovazioni e ad attrarre investitori. Il Fondo comprenderà anche uno specifico strumento per gli investimenti con partecipazioni azionarie, nell'ambito del programma europeo InvestEU, volto ad aiutare le Pmi a facilitare la loro espansione sul mercato.

Il pacchetto, spiega ancora la Commissione, «creerà un fiorente settore dei semiconduttori, dalla ricerca alla produzione, e una catena di approvvigionamento resiliente. Mobiliterà oltre 43 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ??e stabilirà misure per prevenire, preparare e anticipare qualsiasi futura interruzione delle catene di approvvigionamento, e per rispondervi rapidamente, insieme agli Stati membri e ai partner internazionali».

La «legge europea sui semiconduttori», afferma l'Esecutivo comunitario, «garantirà che l'Ue disponga degli strumenti, delle competenze e delle capacità tecnologiche necessarie per diventare leader in questo campo, oltre che nella ricerca e tecnologia, nella progettazione, produzione e confezionamento di semiconduttori avanzati».

«La recente carenza globale di semiconduttori ha costretto alla chiusura, o a un rallentamento della produzione, molte fabbriche in diversi settori, dalle automobili ai dispositivi sanitari. Nel settore automobilistico, ad esempio, la produzione in alcuni Stati membri è diminuita di un terzo nel 2021», ricorda la Commissione. E conclude: «Ciò ha reso più evidente l'estrema dipendenza globale della catena del valore dei semiconduttori da un numero molto limitato di attori, in un contesto geopolitico complesso. Ma ha anche illustrato l'importanza dei semiconduttori per l'intera industria e l'intera società europea».

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato in una dichiarazione diffusa oggi che «lo European Chips Act cambierà le regole del gioco per la competitività globale del mercato unico europeo. A breve termine, aumenterà la nostra resilienza alle crisi future, consentendoci di anticipare ed evitare interruzioni della catena di approvvigionamento. E a medio termine - ha concluso -, contribuirà a rendere l'Europa un leader industriale in questo settore strategico».