26 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
Financial Stability Review

Allarme BCE su banche e titoli di Stato di Italia, Portogallo e Spagna

La pandemia ha «notevolmente amplificato» le vulnerabilità del settore finanziario, delle imprese e del debito sovrano, avverte le Bce che torna a sollecitare risposte politiche

Il Presidente della BCE, Christine Lagarde
Il Presidente della BCE, Christine Lagarde ANSA

Il fondo europeo di rilancio post pandemia, il Recovery fund su cui domani la Commissione europea presenterà la sua proposta è cruciale sia per creare una risposta simmetrica alla crisi, a fronte di misure nazionali che sono state finora inevitabilmente asimmetriche, sia per prevenire i rischi di spirali negative tra titoli di Stato e banche, su cui l'Italia è uno dei Paesi maggiormente esposti. Lo ha spiegato il vicepresidente della BCE, Luis De Guindos durante la conference call di presentazione del Financial Stability Review.

«In questo shock simmetrico, avere una riposta comune di bilancio paneuropea è particolarmente importante - ha avvertito - ha una particolare rilevanza non solo in termini di efficienza, ma anche per il messaggio che manderebbe».

Secondo De Guindos «la soluzione alla divergenza delle policy nazionali» sulla crisi da Covid-19 è proprio «avere uno strumento paneuropeo». L'esponente della Bce ha infatti rilevato che indipendentemente dalla mole delle misure messe in campo o annunciate, «un elemento rilevate è che la qualità delle garanzie pubbliche non è la stessa e questo - ha proseguito - potrebbe pesare sui bilanci delle banche, è un tema che dobbiamo verificare».

Rischi per Italia, Portogallo e Spagna

Nello studio, poi, la Bce mette in guardia su tre Paesi specifici - Italia, Portogallo e Spagna - sul rischio di spirali negative che si potrebbero innescare in caso di declassamenti di rating dal legame (l'istituzione parla di «nexus» e di «loop") tra banche e titoli di Stato. Un aspetto che viene analizzato nel capitolo III del rapporto di 136 pagine, quello relativo al settore bancario. «Uno sviluppo di questo tipo potrebbe riaccendere i cortocircuiti nel collegamento banche-titoli di Stato, in particolare su Italia e Portogallo, e anche sulla Spagna - spiega la Bce - dove i rating delle banche sono più vicini al livello non investment grade».

Secondo De Guindos su questo problema «la prima linea di risposta è di bilancio, ed è quello che sta succedendo». E anche qui «lo strumento paneuropeo, il Recovery fund avrà un ruolo molto, molto rilevante», ha proseguito. L'esponente Bce ha fatto notare come l'annuncio dell'accordo tra Francia e Germania su una proposta per il Recovery fun abbia avuto «un chiaro effetto sul mercato».

Ad ogni modo «nel breve termine, adesso, la risposta di Bilancio è cruciale. Non ci sta una misura perfetta. Ma nonostante gli effetti collaterali che avrà sull'aumento dei debiti pubblici, i benefici di queste azioni superano gli effetti negativi. Poi dovremo gestire la sostenibilità nel medio termine, ma l'alternativa, il non agire, sarebbe molto peggio».

Quanto alla Bce «le nostre azioni sono state piuttosto chiare, abbiamo migliorato le condizioni di erogazione di liquidità alle banche, modificato i criteri di ammissibilità (sui rifinanziamenti Bce-ndr) dei collaterali, c'è il programma di acquisti Pepp focalizzato non solo sui debiti pubblici ma anche su titoli commercial». E poi ci sono le misure prudenziali, come i 240 miliardi di euro attivabili presso il Mes. «E' un pacchetto da combinare con misure di bilancio».

Lo studio Bce rileva in generale come le banche di Eurolandia siano meglio attrezzate in termini di solidità patrimoniali, rispetto agli anni passati, per affrontare la crisi economica conseguente alla pandemia. Tuttavia rischiano di subirne «perdite rilevanti» assieme a «ulteriori pressioni sulla redditività». La crisi «ha amplificato in maniera rilevante le vulnerabilità già esistenti del settore finanziario - dice la Bce - sia riguardo alle imprese, sia sugli Stati. Le risposte delle policy alla crisi sono quindi cruciali per preservare la stabilità finanziaria».

E «l'unica misura che manca e il piano pan europeo. La risposta europea alla crisi - ha concluso De Guindos - deve essere ambiziosa».

(con fonte Askanews)