7 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
La replica

Luigi Di Maio: «Lettera dei Benetton surreale, avanti con revoca concessione»

Il ministro risponde alla missiva firmata Luciano Benetton: «Vogliamo che i soldi dei pedaggi autostradali vadano nella manutenzione di strade e ponti, non in qualche cassa di partito»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

MILANO - «Oggi leggo una lettera surreale di Luciano Benetton in cui prende le distanze da Autostrade. Ma vi pare possibile? E' ridicolo. Il MoVimento 5 Stelle non si fermerà. Il governo non si fermerà. Sulla revoca della concessione tireremo dritti». Così Luigi Di Maio in un post su Facebook commenta la lettera che Luciano Benetton ha inviato oggi ai quotidiani, difendendo la famiglia contro la «campagna d'odio» che si è scatenata anche da parte di esponenti del Governo.

«Ditemi voi - prosegue Di Maio - se è normale che a un anno e mezzo di distanza dalla tragedia del Ponte Morandi, l'uomo che per primo si è arricchito alle spalle degli italiani chiudendo un occhio sui mancati interventi di manutenzione da parte della sua società, oggi si improvvisi in un appello alla pace e al bene. Contro le campagne d'odio, come ha detto lui stesso. Perché Luciano Benetton non va a dirlo alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi? Perché non si spese allo stesso modo per scusarsi? Perché non è intervenuto prima quando perizie, indagini e approfondimenti hanno rivelato dettagli sconcertanti anche su un rischio crollo già comunicato anni prima e ignorato dalla sua società?».

«Guarda il caso, i Benetton - sottolinea il ministro degli Esteri - alzano la voce proprio ora che sentono di poter perdere i loro contratti milionari, ottenuti grazie al silenzio di una classe politica complice e inadeguata. Non c'è niente da fare, davanti ai morti si girano dall'altra parte, ma appena gli tocchi il portafogli impazziscono. Per noi la strada è tracciata. Le famiglie delle vittime del Ponte Morandi chiedono e devono avere giustizia. Vogliamo che i soldi dei pedaggi autostradali vadano nella manutenzione di strade e ponti, non in qualche cassa di partito».

Silvestri: «Avanti con la revoca»

Bisogna procedere con la revoca della concessione ad Autostrade. Lo dice il capogruppo M5s alla Camera Francesco Silvestri. «Come al solito Salvini non affronta i problemi, ma la butta sempre in caciara. Ora ci dice che nazionalizzare Autostrade 'non è una soluzione percorribile e che finiremo in Unione Sovietica'». Continua Silvestri: «A parte l'evidente nostalgia dei 49 milioni arrivati dalla Russia al suo partito, domandiamo a Salvini, quale sarebbe la sua soluzione? Forse far sì che la Lega, continui - come è già successo - a farsi finanziare dai Benetton che hanno fatto profitti senza fare manutenzione? È per questo che Salvini non ha mai voluto e non vuole ancora che revochiamo le concessioni autostradali?».

«I cittadini sono stanchi di vedere lo stesso copione da anni, gli stessi politici che coprono gli amici degli amici che finanziano i partiti. Salvini nel 2008 firmò il famoso emendamento 'salva Benetton', che permise di fatto alla famiglia veneta di fare miliardi giocando con la nostra sicurezza. Questo non è più accettabile: il Movimento 5 stelle è determinato e compatto a revocare la concessione autostradale ai Benetton. Salvini se ne faccia una ragione».

Botto: «Avviare subito l'iter»

«Leggere le analisi sui bilanci di Atlantia degli ultimi 13 anni sul Blog delle Stelle è un altro sfregio per la città di Genova, che da ormai 15 mesi si trova alle prese con una ferita indelebile che continua a creare dolore. Togliere le concessioni ai Benetton è ormai diventata una battaglia non solo di natura finanziaria o trasportistica, ma di civiltà. L'iter va avviato prima possibile: lo dobbiamo al Paese e alla Liguria in particolar modo». Così Elena Botto, senatrice genovese del M5s e componente della Commissione industria del Senato.

Santillo: «Via concessioni subito»

«I rilievi numerici sui bilanci del gruppo che controlla Autostrade per l'Italia è disarmante nell'inquadrare un livello di investimenti pressoché impalpabile su quella stessa rete autostradale vera macchina sforna- quattrini per i Benetton. Anzi, i miliardi accumulati sembra proprio che siano serviti per uno scoppiettante shopping all'estero in operazioni come quella di Abertis e dell'Eurotunnel. Ora che anche i numeri fotografano l'inadempienza del gruppo Benetton, per quale motivo dovremmo lasciare le concessioni a questi signori? Gli italiani hanno diritto a viaggiare sicuri in primis. Ma hanno anche diritto a vedere la fine di questa pluriennale abbuffata messa in piedi speculando su un bene che è di tutti noi». Così in una nota Agostino Santillo, capogruppo M5s in commissione Lavori Pubblici al Senato.