24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
La Sentenza

La Corte Ue obbliga Fca a ripagare 30 milioni di arretrati a Lussemburgo

Il Tribunale ha respinto i ricorsi per annullamento presentati sia dalle autorità lussemburghesi che da Fiat Chrisler Finance Europe (FFT)

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Auto FIAT ANSA

BRUXELLES - Il Tribunale di primo grado della Corte europea di Giustizia ha confermato, oggi a Lussemburgo, una decisione della Commissione europea del 2015 che aveva vietato come aiuto di Stato un regime fiscale agevolato («tax ruling») adottato dal Lussemburgo nel 2012 a favore di Fiat Chrysler Finance Europe. Il Tribunale ha respinto i ricorsi per annullamento presentati sia dalle autorità lussemburghesi che da Fiat Chrisler Finance Europe (FFT), un'impresa del gruppo Fiat che fornisce servizi di tesoreria e finanziamenti alle società del gruppo stabilite in Europa.

Aiuto di Stato

Il «tax ruling» in questione consentiva a FFT di determinare i suoi profitti annuali imponibili per tutti i servizi forniti in Europa pagando solo l'imposta sul reddito delle società applicata nel Granducato del Lussemburgo. La Commissione aveva concluso che la decisione fiscale costituiva un aiuto di Stato al funzionamento incompatibile con il mercato interno, perché conferiva un vantaggio al suo beneficiario rispetto alla tassazione «normale», come definita dalla legislazione fiscale nazionale. La Commissione aveva anche ingiunto al Lussemburgo di sospendere il regime fiscale e recuperare l'aiuto illegale fornito a FFT. Contro la sentenza del Tribunale Ue è possibile presentare un appello alla Corte di Giustizia, ma solo per vizio di forma.

Costruttori: gravi conseguenze da Brexit senza accordo

Le ripercussioni di una Brexit senza accordo sul settore automobilistico europeo sarebbero «gravi» con un impatto dei dazi Wto sugli oneri commerciali di auto e furgoni tra Ue e Gran Bretagna che potrebbe arrivare a 5,7 miliardi di euro. E' quanto denunciano le organizzazioni che rappresentano la filiera automobilistica europea in un comunicato congiunto in cui paventano il rischio di blocchi della produzione perchè andrebbe in crisi il modello 'just-in time', ovvero la gestione delle forniture necessarie all'assemblaggio delle auto in tempo reale, senza magazzino.

Cambiamento sistemico nelle condizioni commerciali

Secondo l'associazione europea dei costruttori ACEA, quella dei fornitori CLEPA e 21 organizzazioni nazionali «l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue senza un accordo innescherebbe un cambiamento sistemico nelle condizioni commerciali con miliardi di euro di dazi che impatterebbero sulle scelte e sul costo di acquisto da entrabe le sponde della Manica». La fine delle regole di libero scambio, proseguono, «potrebbe compromettere il modello operativo 'just-in-time' dell'industria automobilistica con un costo delle fermata della produzione che ammonterebbe nella sola Gran Bretagna a 54.700 euro al minuto». Le industrie automobilistiche europee «credono che questi problemi e questi costi vadano evitati e che vadano compiuti tutti gli sforzi per garantire un'uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Ue».