22 novembre 2019
Aggiornato 12:00
Assemblea dei soci

Mediaset: via libera al riassetto, nasce holding olandese MFE. Nuovo scontro con Vivendi

L'assemblea approva la fusione Italia-Spagna e la nascita della holding in Olanda. Attacco del socio francese dopo l'esclusione di Simon Fiduciaria: «Illegale»

L'AD di Mediaset, Piersilvio Berlusconi
L'AD di Mediaset, Piersilvio Berlusconi ANSA

MILANO (ASKANEWS) - Via libera dalle assemblee degli azionisti di Mediaset e di Mediaset Espana al maxi riassetto del gruppo, che prevede la fusione delle attività italiane e spagnole e la creazione della holding di diritto olandese MediasetForEurope (MFE), con l'introduzione del voto maggiorato che blinderà ulteriormente la presa di Fininvest.

Berlusconi: «Il mercato ha votato più per noi»

A Cologno Monzese era presente il 62,5% del capitale: hanno votato sì il 78,18% dei presenti, pari al 48,9% del capitale, contrari il 21,07% dei presenti, tra cui Vivendi, che ha potuto votare con la sua quota del 9,99% dopo che sabato scorso il Tribunale di Milano aveva accolto il ricorso d'urgenza con cui i francesi chiedevano di poter esercitare il proprio diritto di voto. Per passare l'operazione aveva bisogno del voto favorevole dei due terzi dei presenti e decisiva per l'approvazione è stata dunque l'esclusione dal voto di Simon Fiduciaria, il trust a cui Vivendi ha conferito il 19,19% del capitale per ordine dell'Agcom, visto che per legge non può stare sopra il 10% sia di Tim sia di Mediaset. «Il mercato ha votato più per noi», ha sottolineato invece l'Ad Pier Silvio Berlusconi. Stando alle votazioni infatti, oltre a Fininvest ha votato a favore del progetto il 4,94% del capitale, mentre contro il piano, oltre a Vivendi, si è espresso il 3,72% del capitale.

Nuovo scontro con Vivendi

Vivendi, uscita sconfitta, promette di dare battaglia legale in ogni sede. L'assemblea, dopo la decisione di Mediaset di vietare la partecipazione a Simon, è «illegittima» e il cda è «direttamente responsabile» per l'esclusione del trust, ha detto Caroline Le Masne, responsabile affari legali di Vivendi. L'assemblea, ha replicato a stretto giro il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, «è perfettamente legale e allineata alle disposizioni del Tribunale». Il riassetto «non ha chiari obiettivi industriali» e «annicchilisce i diritti delle minorities», ha proseguito Le Masne. Si tratta della prima volta che il gruppo francese presenzia e interviene a un'assemblea di Mediaset da quando è diventato azionista nel dicembre 2016. «Ricorrereremo a tutti i mezzi legali in ogni giurisdizione per contrastare questa operazione».

Soddisfatti i vertici di Mediaset

«Si pongono le basi - ha spiegato Confalonieri - per diventare il primo operatore paneuropeo, aggregando, sperabilmente in tempi brevi, altre realtà, come noi consapevoli del fatto che per sopravvivere occorre cambiare pelle e dimensione». «Da oggi - ha detto Pier Silvio Berlusconi - parte in maniera concreta quello che è un progetto industriale che è l'unica vera strada possibile per crescere ed essere più competitivi».

Nessuna preoccupazione per il recesso

Nessuna preoccupazione, infine, sembra esserci per il recesso, cui Mediaset ha fissato un tetto di 180 milioni di euro. «Siamo convinti che Vivendi non abbia alcuna intenzione di recedere - ha detto l'Ad di Mediaset - Inoltre, considerando quanto prevede il processo del recesso siamo abbastanza tranquilli che ci saranno altri investitori pronti a entrare in campo».