15 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Pubblicità

Se passa il piano del M5s, Berlusconi perde 750 milioni l'anno

Ecco cosa rischia Mediaset dalla proposta di tetto pubblicitario alla televisione avanzata dal sottosegretario Vito Crimi: una fetta del 20% dei suoi ricavi

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, all'uscita dall'ospedale San Raffaele
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, all'uscita dall'ospedale San Raffaele ANSA

ROMA – È la minaccia del Movimento 5 stelle che più preoccupa Silvio Berlusconi. Tanto che l'ex Cav l'ha messa tra le prime portate sul menù della cena che ha organizzato ieri con Matteo Salvini, pretendendo precise rassicurazioni sul fatto che il suo alleato di centrodestra terrà quanto più possibile a bada i pentastellati su questo tema. Più ancora del decreto anticorruzione o della riforma della giustizia, infatti, a togliere il sonno al leader di Forza Italia è il tetto alla pubblicità in tv.

Finita la pacchia?
«Penso che si possano introdurre dei tetti pubblicitari per aiutare dal lato degli introiti i giornali», è stata la bellicosa dichiarazione al Fatto quotidiano di Vito Crimi, sottosegretario M5s con delega all'Editoria. Che intende colpire le televisioni in modo da far transitare una parte degli investimenti pubblicitari alla carta stampata: «Un meccanismo di redistribuzione delle risorse all'interno del sistema». Un bel problema per la famiglia Berlusconi: perché il mercato pubblicitario sul piccolo schermo significa essenzialmente Mediaset. Secondo i dati Nielsen, il giro d'affari degli spot in tv nel 2017 è stato di 3,8 miliardi di euro: di questi, ben 2,1 miliardi sono andati alle reti del Biscione.

Più pubblicità che ascolti
Una percentuale stratosferica (il 55-60% del totale), che non ha riscontro negli ascolti effettivi del gruppo (che sono circa del 30-35%), ma che è piuttosto spiegabile con le alleanze politico-commerciali che Publitalia, la concessionaria pubblicitaria di Cologno Monzese, ha saputo creare e stabilire nel corso degli anni. Per fare un confronto, la Rai nello stesso anno ha incassato appena 730 milioni. Riportando al centro del sistema pubblicitario il criterio del libero mercato, dunque, Mediaset si ritroverebbe prevedibilmente ad introitare una fetta pari alle sue dimensioni di audience: perdendo, secondo una stima dello stesso Fatto quotidiano, almeno 750 milioni l'anno, ovvero più di un quinto dei ricavi messi a bilancio nella stagione passata. Non c'è da stupirsi, insomma, se Silvio sta facendo il diavolo a quattro per evitare che il piano del Movimento 5 stelle diventi realtà.