15 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Telecomunicazione

Tim, Vivendi si arrende: «Basta scontri, fiducia a Gubitosi»

Dopo mesi di scontri accesi e azioni legali, i francesi, che andavano incontro a una sconfitta quasi certa, hanno deciso di ritirare il punto all'ordine del giorno sulla richiesta di revoca di cinque consiglieri

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Il logo di TIM ANSA

MILANO - «Vorrei che fosse amore» canta Mina nell'ultimo spot Tim, riproposto, come buon auspicio, in apertura di assemblea. E, se non è proprio amore, almeno è pace tra Vivendi ed Elliott. Dopo mesi di scontri accesi e azioni legali che hanno portato l'azienda allo stallo, i francesi, che andavano incontro a una sconfitta quasi certa, hanno deciso di ritirare il punto all'ordine del giorno sulla richiesta di revoca di cinque consiglieri, espressione del fondo Usa, tra cui il presidente Fulvio Conti.

La mossa a sorpresa di Vivendi ha ottenuto un consenso quasi plebiscitario, passando con il sì di oltre il 95% dei presenti. «Un primo passo di una lunga marcia assieme per ristabilire rapporti molto più distesi e collaborativi tra gli azionisti», ha commentato il ceo Luigi Gubitosi, sottolineando come tendere la mano sia «sempre un gesto coraggioso che va apprezzato». Soddisfatto anche Elliott: il risultato «è una vittoria per la società e apre la strada verso la stabilità e la creazione di valore per tutti gli azionisti».

Un nuovo colpo di scena, anche se in qualche modo prevedibile visto le indicazioni unanimi dei proxy advisor, nella vicenda del gruppo di tlc dopo il ribaltone dello scorso 4 maggio che portò Vivendi, primo azionista di Tim con il 23,9%, a essere in minoranza nel cda in cui 10 membri sono espressi dal fondo attivista Usa che ha il 9,55%. «Non siamo qui per concentrarci su eventi che non possiamo modificare, siamo qui per guardare avanti», ha detto la rappresentante dei francesi in assemblea. «Abbiamo deciso di non perseguire la nostra proposta di revoca di 5 consiglieri del board purchè l'assemblea di esprima in tale direzione». «Vogliamo - ha ricordato - un board che rispetti meglio l'azionariato in modo trasparente e inclusivo» e se un cambiamento vero c'è «Gubitosi può contare su di noi».

L'annuncio dei francesi è arrivato subito dopo gli auspici espressi sia dal presidente sia dall'amministratore delegato in apertura di assemblea. «Penso - ha detto Conti - sia giunto il momento di abbassare i toni e di tornare a lavorare tutti assieme alla realizzazione del piano industriale». «Credo - ha sottolineato l'ad - che Vivendi abbia molto da dare a Tim e Tim a Vivendi e auspico che si possa lavorare in cda armoniosamente, che non ci sia una divisione su un voto che lascerebbe un fondo di divisione, che è sbagliata».

Archiviata l'assemblea, ora si attende la convocazione a breve di un cda, già preannunciato dal presidente Conti che si augurava proprio come la giornata di oggi potesse essere « lo spartiacque per una nuova fase della vita del consiglio». Resta da capire se la Cdp, ormai secondo azionista del gruppo con il 9,89%, vorrà essere rappresentata in cda anche se Gubitosi ha spiegato come il «board resta quello attuale in carica per tre anni» complessivamente.