25 maggio 2019
Aggiornato 12:30
Politiche europee

Conti pubblici, Moscovici e Centeno «difendono» l'accordo con l'Italia

Il commissario UE e il Presidente dell'Eurogruppo hanno risposto in modo deciso ai «dubbi» sui conti pubblici dell'Italia che aveva espresso il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra

Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici
Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici ( ANSA )

BRUXELLES - Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, e il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, hanno risposto in modo deciso, stasera a Bruxelles, ai «dubbi» sui conti pubblici dell'Italia che aveva espresso il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, ieri pomeriggio al suo arrivo alla riunione dei ministri dell'Eurozona.

Durante la conferenza stampa alla fine dell'Eurogruppo, Moscovici ha rivendicato l'accordo del governo con la Commissione, dicendo di aver fatto la cosa giusta, in piena trasparenza, e di esserne fiero, mentre Centeno ha ricordato che anche verso il Portogallo tre anni fa c'era scetticismo da parte di alcuni ministri delle Finanze, prima che il Paese si riprendesse.

«Hoekstra durante l'Eurogruppo - ha detto Moscovici - non ha sollevato la questione della situazione del bilancio italiano, ma lo abbiamo fatto in modo implicito, attraverso un'alta questione, quella della trasparenza. L'ho detto e ridetto e lo ripeto: le discussioni fra la Commissione e il governo italiano sono state fatte in piena trasparenza durante tutte le fasi, a livello tecnico come a livello ministeriale».

«La trasparenza - ha affermato il commissario - è una parola d'ordine per la Commissione, e specialmente per me, e io non ho chiesto solo trasparenza in questi anni, ma anche responsabilità politica ('accountability', ndr), e per questo difendo l'idea di un ministro delle Finanze europeo, e di un parlamento e di un bilancio per l'Eurozona. Ma queste sono altre questioni. Noi non abbiamo paura della trasparenza».

E con l'Italia, ha continuato Moscovici, «abbiamo agito in modo trasparente: se compariamo il rischio che avremmo avuto con un deterioramento di bilancio dello 0,8% del Pil, un aumento del debito pubblico, un chiaro incremento degli spread e le turbolenze sui mercati, con il punto a cui siamo arrivati oggi con l'accordo, con un deterioramento strutturale del bilancio pari a zero e con gli spread che calano, io posso difendere questo punto: che abbiamo agito nel modo giusto».

«Posso avere questo dibattito - ha detto ancora il commissario - quanto si vuole, pubblicamente, con chiunque: c'è il punto di vista dell'automaticità (secondo cui le regole di bilancio europee sarebbero applicate in modo automatico, ndr), ma io - ha ricordato - ho difeso la flessibilità per anni, e ne sono orgoglioso, e penso che questa Commissione ne è orgogliosa, perché - ha sottolineato - abbiamo evitato turbolenze e sviluppi negativi».

Rispondendo poi a una domanda su un eventuale sblocco degli investimenti pubblici in Italia, Moscovici ha aggiunto: «Non commento su ciò che succederà dopo il mese di aprile. Naturalmente, la situazione in campo economico in Italia si è deteriorata. Quando abbiamo fatto l'accordo le previsioni di crescita erano all'1% del Pil, ora le nostre previsioni sono allo 0,2%, non lontane da quelle degli altri organismi internazionali e dell'Ocse. Dovremo tornare su questo punto quando sarà il tempo, ciò che significa - ha concluso - al momento delle ulteriori tappe del semestre europeo, e non commento su speculazioni».

 Centeno, da parte sua, dopo aver ripetuto che «l'Italia non era nell'agenda» della riunione di oggi , ha ricordato che l'Eurogruppo non doveva discutere del «processo di bilancio», che questo «è il tempo dell'attuazione; l'Italia ha un bilancio da attuare, e noi - ha aggiunto - aspettiamo con impazienza che sia attuato».

«Attorno al tavolo, noi siamo tutti impegnati ad attuare i nostri bilanci», e questo «è un esercizio difficile, in Italia come altrove», ha osservato il presidente dell'Eurogruppo.

«La discussione di oggi - ha continuato Centeno - è stata sulla trasparenza. Attorno al tavolo ci saranno sempre delle persone più scettiche di altre verso certi sviluppi, e questa è una buona cosa, perché aiuta il dibattito. Facciamo l'esempio, del mio paese, il Portogallo: tre anni fa - han ricordato - sentivamo lo stesso tipo di argomenti per la situazione portoghese, anche se questa ora non vuole essere una previsione per l'Italia, ma un'esposizione di quello che è successo».

«Oggi - ha sottolineato Centeno - il Portogallo ha il bilancio in equilibrio, ha diminuito il debito pubblico di 10 punti percentuali, ha un avanzo primario del 3% del Pil e la disoccupazione si è dimezzata. Ma se si ritorna all'inizio del 2016 - ha osservato il presidente dell'Eurogruppo e ministro delle Finanze portoghese - si poteva ascoltare lo stesso tipo di preoccupazioni» che ci sono oggi per l'Italia.

Oggi, insomma, «abbiamo bisogno dell'attuazione, e siamo impazienti di vedere l'Italia che attua il suo bilancio», ha concluso Centeno.